Sua alegria, minha caligrafia
Seu jeito, meu texto
Sua figura, minha escritura
Seu ar de ausência, minhas reticências
Tudo junto, meu assunto.
(Abel Silva)
LA MIA CASA
La mia casa è un rifugio
Di notte
quando il sonno non arriva
vado fino al portone per fumare una sigaretta
L'uomo protetto
da una piccola tettoria di un garage
parla da solo
proprio come mio figlio quando gioca
L'uomo imita conversazioni
e rigira una busta del supermercato
Mi allontano dal poema che gli occhi spioni
potrebbero indicare
Mi rifugio tra le cose della casa
Quell'uomo sotto la tettoria
rimane inavvicinabile
(Heitor Ferraz Mello, traduzione di rioro)
MINHA CASA
Minha casa é um refúgio
De noite
quando o sono não chega
vou até o portão para fumar um cigarro
O homem protegido
sob uma pequena marquise de uma garagem
fala sozinho
igual ao meu filho quando brinca
O homem imita conversas
e revolve uma sacola de supermercado
Afasto-me do poema que os olhos espiões
poderiam indicar
Refugio-me entre artigos da casa
Aquele homem sob a marquise
permanece inabordável
(Heitor Ferraz Mello)
De volta com poesia
Manco da queste pagina già da molto tempo. Ho pensato di cambiarle, di chiuderle, di passarle da un'altra parte. Di fare cose diverse. Ma poi, in realtà, non voglio fare cose diverse: voglio solo fare più cose. Gli impegni (fisici e mentali) sono quindi aumentati, il tempo libero invece rimane sempre lo stesso, anzi in parte diminuisce perchè molto lo dedico al tempo libero della famiglia. Allora che fare? Continuare, per quanto possibile, con incontri su questo blog, meno continui, ma sempre piacevoli, almeno per me.
Nel frattempo, per chi vuole seguire le mie altre peregrinazioni, inserisco piccole cose di giornata qui: rioro.posterous.com.
Baci a tutti e grazie per la pazienza.
LA CATTEDRALE SI IMPONE (ALLE 17:45)
Ciò che osservo da questo nono piano
di un palazzo commerciale
a São Paulo, nella alameda
Ministro Rocha Azevedo
Sono i lillà della fine di un pomeriggio
in contrasto con il residuo
dorato del sole che tramonta
in qualche luogo, dietro gli edifici
È la forma di una cattedrale
che si disegna nell'asfalto umido
con le sue guglie appuntite
tra i pneumatici delle auto
Ciò che osservo con il corpo
lievemente appoggiato alla finestra
è che il giorno finisce là fuori
contro la continuità del mercurio
(Heitor Ferraz Mello, traduzione di rioro)
A CATEDRAL SE IMPÕE (ÀS 17H45)
O que observo deste 9° andar
de um prédio comercial
em São Paulo, na alameda
Ministro Rocha Azevedo
É o lilás de um fim de tarde
em contraste com o resíduo
dourado do sol se pondo
em algum lugar, atrás dos prédios
É a forma de uma catedral
que se desenha no asfalto úmido
com suas agulhas espichadas
pelos pneus dos carros
O que observo com o corpo
levemente apoiado na janela
é que o dia acaba do lado de fora
contra a continuidade do mercúrio
(Heitor Ferraz Mello)
Meu caso amado
Incontro questa poesia di una delle mie poetesse preferite, mi piace e mi dico "la traduco per il blog", e poi mi accorgo che racconta di me e dell'ultima festa di uomini di numeri a cui ho partecipato. Ah, mio amatissimo caso..
Studio sulla grande allegria degli uomini di numeri
tanto cari
i sofà
ma ancora le sedie
a dondolo
sono tante parole
nel mondo tanto suono
non capisco perché
anche tante inferriate
sono triste
finchè passa
un corri corri
di bambini
(Bruna Beber, traduzione di rioro)
estudo sobre a grande alegria dos homens de números
tão queridos
os sofás
mais ainda as cadeiras
de balanço
é tanta palavra
no mundo tanto som
não entendo porque
tanta grade também
estou triste
até passar
uma correria
de crianças.
(Bruna Beber)
Vozes do meu Brasil
Voci che ritrovo del mio Brasile. Quello spazio siderale che è la mia "casa lontano da casa" (come recita un oroscopo di questa settimana che ho fatto mio). Brasile, la terra che sogno di rivedere, a cui spero di approdare, che vorrei sentire mia, senza riuscirci mai fino in fondo, anzi sapendo che sempre rimarrò solo in superficie. Ma già la superficie è bellissima, se una delle sue voci è quella di Alice Ruiz.
RICERCA
giorno di nuvole
il passero grigio si posa
sul filo della luce
RIPARO
pioggia nel bosco
sotto le foglie
tutti i fiori
(Alice Ruiz, traduzione di rioro)
BUSCA
dia nublado
o pássaro cinza pousa
no fio de luz
ABRIGO
chuva na serra
embaixo das folhas
todas as flores
(Alice Ruiz)
Promessa
Ho fatto una promessa, e voglio mantenerla. L'ultimo incontro poetico che mi ha emozionato, per voi.
Dossier
Io sono bambina. Bam-bi-na. Adoro i profumi, i colori, i bebè e i fiori.
Ma mi interessa ugualmente ciò che mi è differente. Il lato oscuro di tutto. Io sono bambina. Ragazzina. Ma mi attrae conoscere il contrario. Comprenderlo.
Per questo colleziono anime. Occhi negli occhi, osservo l'intorno, cerco mi logoro mi sciolgo per la stanchezza. Vado fino alla fine.
Io sono ragazza. Sono ragazzo. Sono uno spettro. Un'ape. Un ago. Una scintilla.
Una storia con due lati.
(daniela dias, traduzione di rioro)
Dossiê
Eu sou uma mocinha. Mo-ci-nha. Adoro perfumes, cores, bebês e flores.
Mas me interessa igualmente o que me é diferente. O lado obscuro de tudo. Eu sou uma mocinha. Menina. Mas me atrai conhecer o avesso. Entendê-lo.
Por isso coleciono almas. Olho nos olhos, observo o entorno, busco desgasto derreto de cansaço. Vou até o fim.
Eu sou menina. Eu sou menino. Eu sou um espectro. Uma abelha. Uma agulha. Uma fagulha.
Uma história de dois lados.
(daniela dias)
Tradução
Di tanto in tanto, torno a tradurre, mia grande passione. Con pochi strumenti, e la lingua imparata al supermercato. Ma il fascino che ha aprire una poesia e guardarci dentro, quasi spiare il poeta mentre si spoglia e rimane nudo, per poi scoprire che no, è lui che ti denuda! Oh sì, tradurre è terribilmente sexy...
Lezione di amicizia
Ignazio era indio e il mio migliore amico
rifiutato dagli altri bianchi
Ignazio nuotava con me pescava con me
facevamo lezione insieme
abbiamo imparato la lezione?
non ho mai dimenticato Ignazio
Ignazio ne sono certo
non mi ha mai dimenticato
dove va Ignazio?
dove vado io?
( Nicolas Behr, traduzione di rioro)
Lição de amizade
inácio era índio e meu melhor amigo
rejeitado pelos outros brancos
inácio nadava comigo pescava comigo
fazíamos a lição juntos
aprendemos a lição?
eu nunca me esqueci de inácio
inácio tenho certeza
nunca se esqueceu de mim
por onde anda inácio?
por onde ando eu?
(Nicolas Behr, traduzione di rioro)
-- una traduzione che non potrà deludervi (potrei averla già proposta gli anni passati, ma è sempre così bello questo racconto!): Sarapalha
O impossível carinho
Escuta, eu não quero contar-te o meu desejo
L'impossibile affetto
Ascolta, non voglio raccontarti il mio desiderio
Voglio solo raccontarti la mia tenerezza
Ah se in cambio di tanta felicità che mi dai
io ti potessi riporre
- io sapessi riporre -
nel cuore dilaniato
le più pure allegrie della tua infanzia!
(dal blog di Luciano Siqueira, traduzione di rioro)
Cinema Cinema
Punto di ammirazione, di chi lo visita, per la prima volta
Punto di ebollizione, di dialogo, dibattito, domande, interrrogazioni
Punto di incontro, di amici e tribù, Zona Norte, Oeste e Sul
Punzo di confluenza, di differenti stili, cinema nostro - nuovo e antico
Punto di passaggio, di viaggio, nell'ora magica del film
Ponto Cine, mai punto, finale, sempre punto, di partenza
(Rosa Maria da Luz Silva, da un articolo dedicato al Ponto Cine, cinematografo del suburbio di Rio de Janeiro, apparso sulla "Revista O Globo" del 16 novembre 2008, traduzione di rioro)
Ponto de admiração, de quem o visita, pela primera vez
Ponto de ebulição, de diálogos, debates, questões, interrogações
Ponto de encontro, de amigos e tribos, Zona Norte, Oeste e Sul
Ponto de confluência, de diferentes estilos, cinema nosso - novo e antigo
Ponto de passagem, de viagem, na hora mágica do filme
Ponto Cine, nunca ponto, final, sempre ponto, de partida
(Rosa Maria da Luz Silva, de um artigo dedicato ao Ponto Cine, cine do suburbio do Rio de Janeiro, na "Revista O Globo" do 16 novembre 2008)
Desencontros
Che parola meravigliosa, "desencontros". Noi in italiano non l'abbiamo (o almeno non mi viene nulla in mente, ma se avete suggerimenti per favore inseriteli nei commenti). Il mio mini-dizionario la traduce con "incontro non avvenuto", che non è un non-incontro, ma piuttosto un incontro stabilito e non verificatosi. La parola mi affascina ancor di più in questi giorni, in cui mi sta capitando di fare molti incontri virtuali, che in fondo sono un pò "desencontros": non incontri davvero la tua controparte, sei online in momenti differenti, e quello che puoi fare è lasciare tracce del tuo passaggio, e seguire quelle lasciate dall'altro. Un'idea molto poetica, secondo me e anche secondo un poeta di enorme grandezza, Manoel de Barros. Qui un suo testo (da me tradotto, abbiate pietà) incontrato sul blog di una poetessa sempre piena di bellissime sorprese.
Si dice che nella testa dei poeti c'è una rotella in meno. Sarebbe più giusto dire che c'è una rotella riparata piuttosto che in meno. La riparazione delle rotelle provoca nei poeti una certa disfunzione lirica.Nomimerò di seguito 7 sintomi di questa disfunzione lirica.
1- Accettazione dell'inerzia per dare movimento alle parole.
2- Vocazione per esplorare i misteri irrazionali.
3- Percezione di contiguità anormale tra verbi e sostantivi.
4- Tendenza a combinare matrimoni incestuosi tra parole.
5- Amore per essere poco importante tanto quanto per le cose poco importanti.
6- Mania di dare forma di canto alle asperità di una pietra.
7- Mania di comparire ai propri incontri non avvenuti.
Queste disfunzioni liriche finiscono per dare più importanza ai passerotti che ai senatori.
A disfunção, do Tratado geral das grandezas do ínfimo - Manoel de Barros
via Bruna Beber
Em português aqui
Ieri sono stata costretta a parlare senza parole, è stato davvero difficile ma il sentimento è passato. Almeno così è parso a me. Oggi vorrei imparare a vivere senza domani, un giorno di sempre, qualsiasi, speciale. Ma per far questo bisogna avere la poesia nel cuore...
Che bello vivere giorno per giorno..
La vita, così, non stanca...
Vivere solo di momenti
come queste nuvole in cielo...
E guadagnare solo, tutta la vita,
Inesperienza...speranza...
E la rosa pazza dei venti
presa nella falda del cappello.
Mai ho dato nome ad un fiume:
è sempre un altro fiume che passa.
Nulla mai continua,
tutto ricomincia!
E senza alcun ricordo
di altre occasioni perdute,
tiro la rosa del sogno
nelle tue mani distratte...
(Mario Quintana, traduzione di rioro)
(Mario Quintana)
Pedaçinhos di céu #1
-- immagini dal mio ultimo viaggio: l'aeroporto di Rio de Janeiro, dall'aeroporto alla Zona Sul, pubblicità elettorale.
-- una delle cose più belle che ho visto a Rio de Janeiro in questo mio ultimo viaggio è stato questo video di una bellissima canzone di Chico Buarque, con delle imperdibili lezioni di samba dei bambini delle favelas.
-- dei nomi (per la mia teoria che il nome dice quasi tutto di una persona)
-- recensione autunnale: "Quercia e Cane" (cercate nella mia libreria)
Retorno
Di ritorno, sembrerebbe, da vacanze che sono state anch'esse un ritorno, ma si sa, la vita fa il suo giro, si ripassa sempre dal via. Anche ora comunque in movimento, verso il Brasile forse, verso la mia amata città che mi piacerebbe chiamare natia. Un ritorno anche questo. Insomma in viaggio, sempre e perennemente, quasi ci faccio l'abitudine. Eppure, non sono mai pronta...
Questa vita è uno strano albergo,
Da dove si parte quasi sempre a caso,
dato che le nostre valigie non sono mai pronte,
e i nostri conti non tornano mai...
(Mario Quintana, traduzione molto libera di rioro)
Esta vida é uma estranha hospedaria,
De onde se parte quase sempre às tontas,
Pois nunca as nossas malas estão prontas,
E a nossa conta nunca está em dia...
(Mario Quintana)
--Musica che vale la pena ascoltare a tutte le ore e in qualsiasi stato d'animo: Eu sei que vou te amar (João Gilberto)
Ferias
Mi avvicino a grandissimi passi alle vacanze, quest'anno anticipate, stravolte, allargate e problematiche. Ma è chiaro, noi siamo i fortunati. Vi lascio con un ulteriore motivo per cui amo il Brasile: perché in Brasile esistono poeti molto vicini alla mia idea di poesia. Poeti che fanno poesia guardandosi intorno, filosofi del banale, estimatori del piccolo e dell'inutile. Poeti che non usano grandi parole, ma preferiscono quelle normali, spesso le rimpiccioliscono, in diminutivi che le rendono forse più profonde. Che non aggrovigliano il pensiero sulle questioni della vita, ma raccontano tali questioni mentre esse passano sotto i loro occhi.
Per voi Nicolas Berh, con una bellissima Lezione di Amicizia. A presto, magari prestissimo, magari no.
Lezione di Amicizia
Ignazio era indio e il mio migliore amico
rigettato dagli altri bianchi
Ignazio nuotava con me pescava con me
facevamo lezione insieme
abbiamo appreso la lezione?
io non ho mai dimenticato Ignazio
Ignazio ne sono certo
non mi ha mai dimenticato
dove va Ignazio?
dove vado io?
(Nicolas Behr, traduzione di rioro)
LIÇÃO DE AMIZADE
inácio era índio e meu melhor amigo
rejeitado pelos outros brancos
inácio nadava comigo pescava comigo
fazíamos a lição juntos
aprendemos a lição?
eu nunca me esqueci de inácio
inácio tenho certeza
nunca se esqueceu de mim
por onde anda inácio?
por onde ando eu?
(Nicolas Behr)
--Un giorno parlerò del funk, una espressione molto importante della cultura suburbana del Brasile. Per il momento, vi lascio immagini e musica di un gruppo che aiuta i giovani delle favelas a riscattarsi attraverso la musica, Afro Reagge. Buon Funk a tutti voi!
Ferias
Mi avvicino a grandissimi passi alle vacanze, quest'anno anticipate, stravolte, allargate e problematiche. Ma è chiaro, noi siamo i fortunati. Vi lascio con un ulteriore motivo per cui amo il Brasile: perché in Brasile esistono poeti molto vicini alla mia idea di poesia. Poeti che fanno poesia guardandosi intorno, filosofi del banale, estimatori del piccolo e dell'inutile. Poeti che non usano grandi parole, ma preferiscono quelle normali, spesso le rimpiccioliscono, in diminutivi che le rendono forse più profonde. Che non aggrovigliano il pensiero sulle questioni della vita, ma raccontano tali questioni mentre esse passano sotto i loro occhi.
Per voi Nicolas Berh, con una bellissima Lezione di Amicizia. A presto, magari prestissimo, magari no.
Lezione di Amicizia
Ignazio era indio e il mio migliore amico
rigettato dagli altri bianchi
Ignazio nuotava con me pescava con me
facevamo lezione insieme
abbiamo appreso la lezione?
io non ho mai dimenticato Ignazio
Ignazio ne sono certo
non mi ha mai dimenticato
dove va Ignazio?
dove vado io?
(Nicolas Behr, traduzione di rioro)
LIÇÃO DE AMIZADE
inácio era índio e meu melhor amigo
rejeitado pelos outros brancos
inácio nadava comigo pescava comigo
fazíamos a lição juntos
aprendemos a lição?
eu nunca me esqueci de inácio
inácio tenho certeza
nunca se esqueceu de mim
por onde anda inácio?
por onde ando eu?
(Nicolas Behr)
--Un giorno parlerò del funk, una espressione molto importante della cultura suburbana del Brasile. Per il momento, vi lascio immagini e musica di un gruppo che aiuta i giovani delle favelas a riscattarsi attraverso la musica, Afro Reagge. Buon Funk a tutti voi!
Porque amo o Brasil #2
Continuo a farmi questa domanda, perché mi piace il Brasile, ma mi pare di non saper rispondere. Farfuglio cose tipo "la musica, la natura, la bellezza" ma niente di questo è vero fino in fondo. Se mi ci metto a pensare seriamente, direi che amo il Brasile perché è nelle mie corde, è affine alla mia anima, è uno specchio dei miei sentimenti. E poi, ci sono ragioni che vanno molto indietro del tempo, legate alla mia vita personale. Da bambina vedevo il tramonto scendere sul mare dal terrazzo della casa dei miei genitori: oggi, quando sono a Rio de Janeiro, guardo il cielo diventare rosso la sera dalle finestre della mia casa a Gloria, e mi viene voglia di volare.
il mio paese
il mio paese era un'anima desolata
e profonda
un corpo dimenticato in mezzo
ai tamburi del samba.
(Silvia Chueire, traduzione di rioro)
meu país
meu país era uma alma desolada-- Cani, li adoro
-- Chitarra e Contrabbasso
-- Oroscopo (con voglia di volare)
Domenica
domenica i miei occhi dormono di te
le ore vanno lentamente sotto la pioggia
addormentata l'urgenza
il mondo riposa pacifico
- quasi non respira -
(silvia chueire, traduzione di rioro)
domingo
domingo os meus olhos dormem de ti-- ricordate questa canzone?
-- recensioni di cinema brasiliano (dal 6 giugno nelle sale italiane, pare): Tropa de Elite
-- un sogno (di nome e di fatto)
Verão-Outono
Se guardo fuori della finestra, è autunno. Allora guardo dentro. Fuori minaccia pioggia, ma "là fuori è solo acqua che cade, mentre qui dentro cade la pioggia", dice il mio poeta. Ed è una pioggia allegra che mi bagna e io penso al Brasile, agli uomini, ai bambini, e rido nel veder passare tanta bellezza davanti ai miei occhi. Quale fortuna possiede il mio sguardo!
FORTUNA
È già autunno qui. Il cielo
è coperto tutto il tempo .
Ha piovuto molto. La casa,
la spiaggia, sono piene di sonno,
e la notte ha sempre persone
che cercano invano le stelle.
Ma oggi presto, di mattina,
mi sono svegliata con il chiasso dei cani.
Là fuori i gelsomini cresceranno
e il ricordo di altre stagioni.
( Héber Sales, traduzione di rioro)
BOA SORTE( Héber Sales)
-- Passeggiate sulla Rambla di Montevideo
-- SenzaRemore, Wagner (Sabor da Paixão)
-- E non dimentichiamo, il mondo
-- Io sono contro il nucleare
Amigos
È già tempo che trascuro i miei amici. Seduta qui davanti allo schermo, mi chiudo in sogni e divagazioni, e rimando i contatti, anche solo virtuali. Sono così piena di sogni stratosferici che la realtà sembra lontana e di poca importanza. Ma inciampo continuamente in cose piccole che mi riportano alla mente ora l'uno, ora l'altro. Ed è sempre emozionante ritrovare in alcuni versi un amico.
Non so nulla della questione sociale.
ne faccio parte, semplicemente...
Conosco solo il mio proprio male,
che non è bene o male di tutta la gente,
nè è di questo Pianeta...Per dire
che il mondo si mostra a lui indifferente!
E il mio angelo custode, egli solo,
é che legge i miei versi alla fine...
E mentre il mondo intorno si disfa,
vivo reggendo strane controdanze
nel mio vago Pese di Trebisonda...
Tra i matti, i Morti e i Bambini,
è là che canto, in un cerchio eterno,
i nostri comuni desideri e speranze!
(Mario Quintana, traduzione di rioro)
Eu nada entendo da questão social.
Eu faço parte dela, simplesmente...
E sei apenas do meu próprio mal,
Que não é bem o mal de toda a gente,
Nem é deste Planeta... Por sinal
Que o mundo se lhe mostra indiferente!
E o meu Anjo da Guarda, ele somente,
É quem lê os meus versos afinal...
E enquanto o mundo em torno se esbarronda,
Vivo regendo estranhas contradanças
No meu vago País de Trebizonda...
Entre os Loucos, os Mortos e as Crianças,
É lá que eu canto, numa eterna ronda,
Nossos comuns desejos e esperanças!...
(Mario Quintana)
-- avete mai pensato se foste nati di colore modesto?
-- e se invece foste nati re? La mia ultima lettura
Leveza
Ieri mi è stato detto qualcosa che mi ha fatto venire in mente una parola che mi è estranea da un pò di tempo: leggerezza. Il giorno è bello, il lavoro calmo, gli amici affettuosi, i film allegri, le letture interessanti, e tutto mi dice che è questa la parola che devo seguire nel mio prossimo futuro: leggerezza. Mi fermo a sorridere: so che per me è una sfida. Ma devo raccoglierla, e aprire la finestra, e decidere di volare un poco, di staccarmi di qua e passare leggera in tutti gli altri mondi nei quali vivo quando sogno. Parole leggere , allora, e brevi, solo per assaporare, godere un attimo, e passare avanti.
piedi piccoli, nebbia
lacrima ardente, i bambini
voltano l'angolo
(ademir assunção, traduzione di rioro)
pés miúdos, neblina
cálida lágrima, as crianças
dobram a esquina
apri un libro
un vecchio trifoglio
autunno o fortuna
(fred maia, traduzione di rioro)
em português aqui
altre leggerezze (o quasi...)
-- Del perché amo l'America Latina: Angoscia e illusioni
-- Ricordi di viaggio: Tango
-- SenzaRemore: Elisabeth
-- Ninnananna per dormire o per fare l'amore: "Carnalismo" (Tribalistas)
Sonhando...
Nel grigio di questo giorno, sogno sogno, bacio i mie cani (adorati, parti di me, braccia e gambe, pezzi di cuore), mia figlia fa i compiti, mi sento confusa tra parallelepipedi e coni, linee dritte e curve, la sera scende e fa passare il tempo, colline sul quaderno e fuori della finestra, se mi affacciassi adesso sognerei, aerei...
AEREI
sotto il contratto
firmato vedo soffocare
molti alberi
sacco di supermercato sulla testa,
carta e tintura, molti grammi
più pesanti dell'aria
vorrei tagliare ali, ruote
di locomotiva, confetti di forellini
di bozze, la mia firma.
(Bruna Beber, traduzione di rioro)
AVIÕES
embaixo de contrato
assinado vejo sufocadas
muitas árvores
saco de supermercado na cabeça,
papel e tinta, muitos gramas
mais pesados que o ar
queria recortar asas, rodas
de locomotiva, confetes de furinho
do rascunho, minha assinatura.
Oh poeta!
conservo parole
tristi migrate
dall'oblio
parole che
ancora sublimano
nei miei giorni i
respiri che
distribuisco nell'alito
delle mattine
penso
soprattutto e canto
come se parlare fosse
un atto muto
(Lau Siqueira, traduzione di rioro)
guardo palavras
tristes migradas
do esquecimento
palavras que
ainda sublimam
em meus dias os
sopros que
reparto no hálito
das manhãs
ando pensando
sobre tudo e canto
como se falar fosse
um ato mudo
Silencio!
Dice il mio amico poeta che il mio blog è silente. Dice che non racconto del mio viaggio recentemente terminato, che mi ha portato in Uruguay e in Brasile. E non ha torto, sono poco socievole in questo periodo, piuttosto acida e con tendenza all'isolamento. E' presunzione, o timidezza? Difficile a dirsi, forse è solo una banale mancanza di tempo e di fantasia. Cose che capitano. Così, mi permetto una piccola ricarica, per aprire un sorriso sulle mie (e spero anche vostre) labbra.
Il rumore su per
le scale
il rumore di te
che sali le scale
il mio cuore impazzito
il campanello
che suona
non era Cinzia
era il capo del condominio.
(Nicolas Behr, traduzione di rioro, dal blog di Lau Siqueira)
o barulho subindo
as escadas
o barulho de você
subindo as escadas
meu coração
disparando
a campainha
tocando
não era cinthya
era o síndico
(poema do livro Poesília poesia pau-brasília, de Nicolas Behr )
-- e dato che ho davvero bisogno di una iniezione di vita, mi viene incontro Bruna Beber che inserisce nel suo blog parole dalla blogosfera che credo che appenderò alla mia parete per non dimenticare:
vivi la vita
ama la vita
approfitta della vita
valorizza la vita
quindi cari amici,
RIDIAMO FINO A QUANDO ABBIAMO I DENTI
Viva a vida
Ame a vida
Aproveite a vida
Valorize a vida
Portanto meus amigo,
VAMO RI ENQUANTO TEM DENTE
(Traduçao de rioro: obrigada!)
Signal
Guidando lungo l'autostrada tra Torino e Siena, mi alleno nell'arte della camminomanzia (riconoscere i segni che si incontrano camminando). Questi i segni che ho raccolto:
- l'immagine di un uccelletto solitario appollaiato in cima ad un albero completamente spoglio;
- ben due display che riportavano, a caratteri cubitali, "OSTACOLO";
- un falchetto ad ali spiegate in cerca, probabilmente, di prede.
Non so perché, ma non mi sento tranquilla...
Infatti mi sento così...(come nelle parole di un artista già dall'altra parte, Sergio Sampaio, e nella voce di un poeta che lo ha riportato a noi).
Non serve
(Sergio Sampaio nella voce di Zeca Baleiro e nella mia personalissima traduzione)
Non serve,
non serve a nulla vedere la banda
che suona "La Banda"* di fronte alla veranda,
non serve il mare
e neanche il suo dolore.
Non serve,
non serve il tram, la speranza,
e neanche tornare un giorno ad essere bambino,
il sogno è finito
e a cosa è servito?
Non ho fretta,
ma ho un prezzo,
e tutti hanno un prezzo,
e ho un posto,
un vecchio indirizzo,
il resto è con voi,
il resto non ha tempo.
Ciò che importa
è che già non mi importa, ciò che importa
è che nessuno bussò alla mia porta,
è che nessuno è morto
nessuno è morto per me.
Non voglio nulla,
non lascio nulla, che non ho nulla,
ho solo quello che mi manca e quello che mi basta
al più è stare solo,
voglio stare solo.
Non serve,
non serve quello che non serve
non è necessario quello che non è necessario
allora perché piangere?
Chi sta nel fuoco, ci sta per bruciarsi,
allora perché piangere?
*Per chi non lo sapesse, la famosa canzone di Mina "La banda" è una canzone di Chico Buarque, ed è considerata un classico della canzone brasiliana.
Não Adianta
(Sérgio Sampaio na voz do Zeca Baleiro)
Não adianta,
Não adianta nada ver a banda,
Tocando “A Banda” em frente da varanda,
Não adianta o mar,
E nem a sua dor.
Não adianta,
Não adianta o bonde, a esperança,
E nem voltar um dia a ser criança,
O sonho acabou,
E o que adiantou?
Não tenho pressa,
Mas tenho um preço,
E todos tem um preço,
E tenho um canto,
Um velho endereço,
O resto é com vocês,
O resto não tem vez.
O que importa,
É que já não me importa, o que importa,
É que ninguém bateu em minha porta,
É que ninguém morreu,
ninguém morreu por mim.
Não quero nada,
Não deixo nada, que não tenho nada,
Só tenho o que me falta e o que me basta,
No mais é ficar só,
Eu quero ficar só.
Não adianta,
Não adianta, que não adianta,
Não é preciso, que não é preciso,
Então pra que chorar?
Então pra que chorar?
Quem está no fogo, está pra se queimar,
Então pra que chorar?
Coisas pra fazer
Molte, molte le cose da fare quando si torna a casa dopo molto tempo: sistemare le stanze, riprendere i fili dei discorsi lasciati, rimbastire gli affetti con gli oggetti, rimettere insieme i cani e sperare che tutto migliori. Poi non migliora, ma il ritorno sempre porta una speranza, come la partenza, d'altra parte. Conquisto spazi e rimetto in sesto quelli che mi rimangono, dentro di me cerco di accettare questa vita vecchia e nuova, mi sento un pò come un armadio spostato di stanza in stanza, senza trovare collocazione. Mi aggiro, insomma. Aggirandomi incontro nuove parole, come queste che li lascio qui. Buon ritorno a tutti.
Vestiti
i veli trasparenti
collocati sugli edifici
in costruzione
- una tela, una tunica
di taffetà, zanzariera
di culla -
non li proteggono dalla paura
né dalla morte
per demolizione
invertono appena il processo
dell'arrivo, sono vestiti
prima di nascere
(Bruna Beber, traduzione di rioro)
Vestidos
os véus transparentes
colocados nos edifícios
em construção
- uma teia, uma túnica
de tarrafa, mosqueteiro
de berço -
não os protegem do medo
nem da morte
por despencamento
apenas invertem o processo
da chegada, estão vestidos
antes de nascerem.
Amo meu blog
Questo blog sta ricevendo ben poche attenzioni da parte mia ultimamente. E questa non è una cosa bella. Amo questo blog, è la mia piccola finestra che dà sul cortile, da dove posso spiare gli altri e me stessa. Merita più tempo, più pensieri, perché pensando per il blog, cercando argomenti, faccio incontri bellissimi, recupero micro-memorie, mando messaggi in codice come un vero poeta. Sì, questo blog mi rende poeta. E merita un vero poeta a dargli voce, con tutta la modestia del caso, ovviamente.
pagarmi
diluirmi
disfarmi
fino a che dopo
di me
di noi
di tutto
non resti altro
che lo charme
--------
Confida
tutto quello che
respira
cospira
Cinque bar,
dieci cognac
attraverso são paulo
dormendo dentro un taxi
(Paulo Leminski, traduzione di rioro)
--------
pagar-me
diluir-me
desmanchar-me
até que depois
de mim
de nós
de tudo
não reste mais
que o charme
--------
Confira
tudo que
respira
conspira
Cinco bares,
dez conhaques
atravesso são paulo
dormindo dentro de um táxi
--autunno? inverno? un pò di estate!
--splatter? thriller? azione? Slevin - Patto criminale
--amore? sogni? America? The Hottest State (Trailer in inglese)
Por José
Domani ci sarà un altro Piccolo Incontro Letterario in quel di Belforte. Ho deciso subito che avrei scritto un racconto sullo spinoso argomento scelto, "qualcosa bolle in pentola", e a chi rivolgermi, se non a José? Mi sono resa conto che la mia immaginazione non crea storie, ma personaggi. È il personaggio che segue la storia; anche quando gli eventi lo travolgono, sono eventi che capitano a lui perché è lui. José e il suo amico Tico sono i miei personaggi, vanno a spasso nei miei paesaggi fantastici dando vita a mille situazioni. Se solo lo sapessero...
Perfezione
ritoccare la canzone
arrivare fino
all'imperfezione
da mero José
a impossibile João
dal blog Sambaquis, traduzione di rioro)
Esmero Retocar a canção
chegar até
a imperfeição
de mero josé
a impossível João
do blog Sambaquis)
-- in onore di tutti i compositori popolari, un samba bellissimo: kid cavaquinho, di João Bosco.
-- questo mese ho deciso di intraprendere un viaggio musicale con mia figlia attraverso il cinema. "Angel Rush" è uno dei film candidati (anche perché il piccolo protagonista è stato giudicato dalla mia bimba "proprio carino"). Qui il trailer, e qui una bella clip musicale.
-- continuando a parlare di cinema, la mia ultima recensione: "The Departed" di Martin Scorzese.
Aniversario
Alcuni mesi fa, una mattina ho litigato con mio marito: ho preso due cani (su tre), ho chiesto a mia figlia se voleva venire con me, lei ha detto di sì, e siamo partite. Non sapevo bene cosa volevo fare, era domenica e faceva caldo. Abbiamo girato per le campagne senesi, abbiamo fatto delle foto, abbiamo passeggiato, siamo arrivate a Siena. Ho rivisto posti che non vedevo da 15 anni, ho rivisto un amico che non vedevo da 10 anni, insomma è stata una strana giornata. Mia figlia portava la sua cagnolina al guinzaglio, sembrava una piccola turista in una città semideserta di bellezza immensa. Ogni ora le chievedo se voleva tornare a casa, lei diceva di no. Ad un certo punto il viso si è fatto triste, e mi ha detto che le mancava il papà. Così siamo tornate a casa. L'immagine di lei a passeggio per Siena mi accompagnerà tutta la vita. Buon compleanno.
riempiamo la vita
di figli
che ci riempiono la vita
uno mi riempie di ricordi
che mi riempiono
di lacrime
un altro mi riempie di allegrie
che riempiono le mie notti
di giorni
un altro mi riempie di speranze
e timori
mentre mi gonfiano
i seni
(Alice Ruiz, traduzione di rioro)
enchemos a vida
de filhos
que nos enchem a vida
um me enche de lembranças
que me enchem
de lágrimas
outro me enche de alegrias
que enchem minhas noites
de dias
outro me enche de esperanças
e receios
enquanto me incham
os seios
(Alice Ruiz)
Hoje me sinto
Come mi sento oggi. Dopo una settimana difficile, in previsione di mesi difficili. Mi sento senza, oggi. Mi sento come quando non ho, soprattutto come quando non so. Non è paura, è mancanza. Io non ho, oggi. Come dice il poeta.
Non ho tempo
Io non ho tempo
io non so volare
i giorni passano come nuvole
in nuvole bianche
io non passerò
Io non ho paura
io non ho tempo
io non so volare
Io ho delle scarpe
ho delle scarpe bianche
Io ho un cavallo
ho un cavallo bianco
e un sorriso, un sorriso giallo
Io non ho paura
io non ho tempo
di ascoltarmi cantare
Io non ho paura
io non ho tempo
di guardarmi piangere
Io non ho paura
io non ho tempo
io non so volare
(Zeca Baleiro, testo di una canzone bellissima che vi consiglio di ascoltare. Andate sul suo sito ufficiale, entrate e in alto vi apparirà il juke box; cliccate sulla freccetta rossa volta verso il basso, si aprirà e vi permetterà di scegliere tra vari dischi, scegliete la seconda icona dei cd e cliccate sulla canzone numero 12. Vale la pena. Qui sotto inoltre trovate il testo in portoghese come sempre).
Não tenho tempo
Eu não tenho tempo
Eu não sei voar
Dias passam como nuvens
Em brancas nuvens
Eu não vou passar
Eu não tenho medo
Eu não tenho tempo
Eu não sei voar
Eu tenho um sapato
Eu tenho um sapato branco
Eu tenho um cavalo
Eu tenho um cavalo branco
E um riso e um riso amarelo
Eu não tenho medo
Eu não tenho tempo
De me ouvir cantar
Eu não tenho medo
Eu não tenho tempo
De me ver chorar
Eu não tenho medo
Eu não tenho tempo
Eu não sei voar
(Zeca Baleiro)
-- Vacanza
-- per tutti i fan dell'incredibile coppia Burton-Depp, è arrivato il trailer del loro ultimo lavoro insieme: Sweetney Todd. Inperdibile JD che canta, finalmente!
Silencio
Vedo vicino a me la pioggia. Oggi cade abbondante, e silenziosa. Mi fa male la gola, quasi non parlo. Silenziose siamo in due, quindi, io e la pioggia. Silenzioso il disco, appena terminato, i cani che dormono, non fosse per il ticchettio della tastiera su cui sto scrivendo non vedrei altro che silenzio intorno a me. Mi viene in mente qualcosa che ho letto, ho solo un minuto per lasciarlo qui, sta per scadere... Scaduto. Musica di nuovo!
che animali vedi
quando guardi
verso il cielo
quale colore
del tuo colore
preferito
in quale dio
credi
che libro porteresti con te
in un'isola deserta
qual è la tua ultima
scoperta
la tua firma segreta
la tua musica
prediletta
raccontami un pò di più
di te
per vedere se noi
ci avviciniamo
o semplicemente
dimentichiamo
la finestra
aperta
(scritto da arrudA, tradotto da rioro)
que bichos você vê
quando olha
pro céu
qual a cor
da sua cor
favorita
em que deus
você acredita
que livro você levaria
pra uma ilha deserta
qual a sua última
descoberta
sua senha secreta
sua música
predileta
me conte um pouco mais
de você
pra ver se a gente
se acerta
ou simplesmente
esqueça
a janela
aberta
(Escrito por arrudA)
-- samba, swing, jazz , mpb in una versione per sola chitarra a 7 corde di un classico di Caetano Veloso, "Sampa". Il chitarrista? Un dio sceso tra di noi, Yamandu Costa.
-- qualcosa di nuovo, di vecchio, su senzaremore.
Venho
Parlavo in questi giorni con un'amica, riflettevamo sul "se ci fossimo incontrate prima", sul "ogni cosa ha il suo tempo". Probabilmente la verità è che ad un certo punto una persona arriva. Qualcuno che non hai mai visto, come un figlio, arriva quando meno te lo aspetti, o quando hai perso le speranze di incontrarlo. Qualcuno che hai visto per anni, un giorno arriva, lo vedi come per la prima volta, o lo vedi per quel giorno e basta. Qualcuno che credi di conoscere, arriva un giorno, ed è diverso, quel giorno è vero, lo vedi come è, o come vuoi vederlo, sinceramente. Le persone arrivano nel momento in cui è giusto che sia, o si mostrano nel momento inatteso. E se arrivano, si raccontano. Come me, su questo blog.
Banderuole
Vengo dall'antico Egitto,
dalle ombre, dagli infiniti,
da tormenti, maremoti, banderuole,
in fasciature di carne e sangue,
andando e venendo, come un boomerang.
Vengo dal manga, dalle chimere e dalle sfere fluttuanti sopra l'acqua,
uno degli elementi con cui mi reinvento nel Tempo.
Vengo da storie ben raccontate sopra profondità e facciate;
dall'immaginazione dei dementi e delle stelle più calde.
Vengo come serpente, come gente...
dipende.
Vengo come chi non vuole nulla perché ha tutto.
Vengo come colpo e come scudo.
vengo come ritornello di una canzone senza ritornello.
Vengo come il sì e come il no.
Vengo nel travestimento di me stesso.
Vengo senza testa, tronco o membro.
Mi mostro alla mia propria presenza costante,
alla tua..
Vengo come libri in uno scaffale.
Vengo quando voglio se non vogliono.
Vengo perché venire è il mio destino,
come infanzia, bambino e bambina.
Vengo dietro alla fragranza dei fiori e agli odori di sterco.
Non torno indietro
e non mi perdo.
(Archidy Picado Filho, traduzione di rioro)
Cata-ventos
Venho de antigos Egitos
Das sombras, dos infinitos,
Dos tormentos, maremotos, cata-ventos,
Em envoltórios de carne e sangue,
Indo e vindo, como um bumerangue.
Venho do mangue, das quimeras e das esferas flutuantes sobre a água,
Um dos elementos com que me reinvento no Tempo.
Venho de histórias bem contadas sobre profundidades e fachadas;
da imaginação dos dementes e das estrelas mais quentes.
Venho como cobras, como gente...
Depende.
Venho como quem não quer nada porque tem tudo.
Venho como porrada e como escudo.
Venho como o refrão de uma canção sem refrão.
Venho como o sim e como o não.
Venho nu travestido de mim mesmo.
Venho sem cabeça, tronco ou membro.
Desmembro-me a minha própria presença constante,
A tua...
Venho como livros numa estante.
Venho quando quero se não quiseres.
Venho porque vir é minha sina,
Como infância, menino e menina.
Venho atrás da fragrância das flores e os odores do esterco.
No caminho de volta
Eu não me perco.
( Archidy Picado Filho, via
-- lascio da queste parti anche un pezzettino di cielo...
-- e lascio alcune note di bossa nova, cantate da un'artista meravigliosa...
-- e lascio l'ispirazione che può dare un semplice foglio di carta...
Lugares de verdade
L'altra sera, un pò per caso, un pò per gioco, mi sono messa a lavorare ad un nuovo spazio virtuale, conquistato grazie ad una occasionale iscrizione ad un sito. Così ho iniziato a chiedermi che posto sarebbe dovuto essere, che tipo di casa ci avrei fatto, come l'avrei arredato? Mi sono accorta di pensare a questo spazio su un server chissà dove nel mondo come ad un luogo, un posto, una casa. Una piccola isola, forse; una casa in campagna, dove andare solo per le vacanze. Dove aprendo i cassetti dei mobili impolverati si trovano oggetti e parole del passato. Un luogo vero, dove fare ciò che mi pare, e Senza Remore.
paradiso
nuovayorkino
moscovita
senza uscire dal bar
solo non mi alzo e vado via
perché ci sono paesi
che non arrivo nemmeno a madagascare
paraiso
novayorquizo
moscoviteio
sem sair do bar
só não levanto e vou embora
porque tem países
que eu nem chego a madagascar
-- così, ci sono luoghi virtuali che si vivono come se fossero reali, e luoghi reali che sembrano usciti dalla favole. Come Raposa, in Marañhao.
-- e ci sono luoghi in cui le note prendono vita, e diventano immortali. Come il "morro", le favelas brasiliane in cui sono nati tutti i più grandi sambisti, tra cui anche il mio preferito, Noel Rosa, qui cantato da Cristina Buarque, sorella del grande Chico.
Coisas de praia
Ero in spiaggia, o meglio su uno scoglio, e leggevo. Una signora ciarliera mi chiede "che cosa legge?". Io parto in quarta: "sto leggendo un autore brasiliano, João Giumaraes Rosa, che ha scritto uno dei più importanti romanzi della letteratura brasiliana..." e sto per continuare, ma la signora mi stoppa subito: "leggere i latino-americani ormai è una moda". Mi fermo a pensare, ma non ci resto molto perché la mia interlocutrice continua: "ho anche un'amica che scrive...tutti scrivono ormai. Che poi è come quando scrivi le poesie d'amore da adolescente, poi le donne ricominciano a scrivere quando arrivano alla menopausa...Se almeno dovessi solo leggerla...ma quando la devo pure ascoltare...". Lo ammetto, non solo scrivevo poesie (ma non d'amore) da adolescente, ho anche ripreso a scrivere in un'età sospetta (la fine dei 30...), e in più ogni mese declamo i miei scritti alla platea dei Piccoli Incontri Letterari, tanto per mettere la cigliegina sulla torta. Non posso dirvi quanto mi sono sentita fiera di me, in quel momento.
tutti noi
abbiamo i nostri problemi
alcuni maggiori
alcuni minori - disse
notte nera nero giorno
un principe nero e la sua voce
annunci presagi chissà
nere profezie
senza amore senza dolore senza timore
e non aspetto neanche un segnale
ostia divisa
tribù disfatta (segnale nel vento)
appena danzo e vedo
danzo e vedo
ping pong patetico
nessun abbraccio in questa estate (segnale dei tempi)
un telefono un numero s.o.s.
un minuscolo vuoto
tra un lato e l'altro
dello stesso filo
(ademir assunção, traduzione di rioro)
todos nós
temos nossos problemas
alguns maiores
alguns menores — ele disse
noite negra negro dia
um príncipe negro e sua voz
anúncios presságios quem sabe
negras profecias
sem amor sem dor sem temor
também não espero um sinal
hóstia partida
tribo desfeita (sinal no vento)
apenas danço e vejo
danço e vejo
ping pong patético
nenhum abraço nesse estio (sinal dos tempos)
um telefone um número s.o.s.
um minúsculo vazio
entre um lado e o outro
do mesmo fio
-- una cantante che ho scoperto da poco, con una voce che permette varie incursioni, l'ho trovata per caso mentre canta una canzone che definirei popolare (ma potrei sbagliarmi). Adriana Deffenti
Quinta
Leggo una poesia che parla di giovedì (quinta-feira in portoghese), scrivo una poesia che parla di un poeta, tutto sembra lieve, sono completamente nelle mani della mia pigrizia, del caldo, del conforto della mia casa. Mi faccio portare dovunque dal mio computer, musica, immagini, parole. Insomma, sono creativamente improduttiva. Sarà per questo che mi sento leggera?
mi butterò da dove già caddi
mi tufferò dall'alto su cui sono salita
celebrerò
la mia maniera d'essere
questa luce che ha iniziato a nascere
quando quella di dietro si è spenta...
è tutto nuovo di nuovo!
(Gua Maia, traduzione di rioro)
vou me jogar d'onde já cai
vou mergulhar do alto onde subi
vou celebrar
a própria maneira de ser
essa luz que acabou de nascer
quando aquela de trás apagou...
é tudo novo de novo!
-- e davvero, per leggerezza, è impossibile non ridere di emozione davanti a una musica così. Che il samba sia con voi.
Ferias
Mi preparo per andare qualche giorno al mare. Allora; la musica c'è, il quaderno per scrivere che mi ha teneramente regalato Daniela è in borsa...la voglia di stare all'aria aperta, quella la devo trovare ancora, si è nascosta, accidenti. Sarà freddo il mare? Mi porto un maglione, non si sa mai. E una buona lettura, non lunga, tanto torno presto. E le parole? Dove ho messo le parole?
-- até logo, comunidade!
Raccolta
Nella terra silenziosa degli affetti
fu piantato un seme piccolo di parola.
Voci amorevoli
bagnarono il suolo dove spuntò
il nuovo verbo,
bello
succulento.
Oggi,
quelli che hanno fame di poesia
si siedono vicino all'arbusto
già frondoso
e dividono il frutto generoso
della parola parlata.
Colheita
Na terra silenciosa dos afetos
plantou-se um grão pequeno de palavra.
Vozes cuidadosas
regaram o chão de onde brotou
o verbo novo,
belo
suculento.
Hoje,
os que têm fome de poesia
sentam-se em volta do arbusto
já frondoso
e repartem o fruto generoso
da palavra plantada.
-- e se in questi giorni volete fare un giro per Rio, potete avere una guida davvero eccellente: Capitan Jack Sparrow.
Passagem
Non lo so scrivere, nemmeno dire, ma credo che sia un passaggio, un ponte, un pensiero che si evolve; credo che sia un burrone, un vuoto, un nulla che puoi solo saltare; fermarsi diventa un'opzione che non consideri, perché dovresti? Andare è bello, riempie, travolge, a tratti sconforta. Ma rassicura, quando lo fai guidando l'auto, facendo la doccia o scrivendo (di nascosto) meravigliose sciocchezze. Passo, muto: vado e torno, rimango, mi muovo. E sto ferma.
Quando penso che una parola
può mutare tutto
non resto muto
muto
quando penso che un passo
scopra il mondo
non fermo il passo
passo
e mentre passo e muto
un nuovo mondo nasce
nella parola che penso.
(Alice Ruiz, traduzione di rioro, via Guia Maia)
Quando penso que uma palavra
pode mudar tudo
não fico mudo
mudo
quando penso que um passo
descobre o mundo
não paro o passo
passo
e assim que passo e mudo
um novo mundo nasce
na palavra que penso
(Alice Ruiz)
-- per passaggi alquanto traversi sono arrivata a questo brano di sana musica americana, i cui suoni mi hanno riportato indietro verso un indimenticabile viaggio. Sheryl Crow & Eric Clapton - Run Baby Run
Sorrir
Oggi voglio sorridere. Almeno provarci! A venirmi incontro, come spesso accade nel mio mondo tecnologico, pezzetti di scritti, opere e immagini di altri in cui mi rivedo. Ecco cosa mi ha fatto sorridere, oggi:
> una email con foto di un mio vecchio amico che in tanti anni non è cambiato per niente! Come rivedere il passato, ma sorridente;
> il poeta più poeta che conosco, ad illuminarmi il cammino di questa giornata con bellissime parole di nonno;
> l'incontro con poche righe trovate in uno dei blog che quando posso frequento, quello di Vitor Freire, in cui mi sono riflessa, per le quali ho sorriso:
Disordine - Ogni tanto ritorno al luogo del dolore solo per sapere se è tutto a posto. Odio vedere la mia disgrazia in disordine.
Desordem - De vez em quando retorno ao lugar da dor apenas para saber se está tudo no lugar. Odeio ver minha desgraça bagunçada.
Conservato nella voce di lei
Tu per la strada sei la mia firma
La tua allegria, la mia calligrafia
Il tuo modo, il mio testo
La tua figura, la mia scrittura
La tua aria assente, le mie reticenze
tutto insieme, il mio argomento.
(Abel Silva, traduzione di rioro)
guardado na voz dela
> e infine, un bellissimo samba che non conoscevo, cantato da una cantante che conosco insieme con un sambista molto importante: Roberta Sá e Germano Mathias
> W i sorrisi gratis per tutti!
O mundo não é magico
Voelvo scrivere altro, stamattina. Volevo uscire dalla tristezza che questa settimana mi ha preso così profondamente. Avevo molte cose in mente, allegre, speranzose, verso un sorridente futuro. Ma in questi giorni ho imparato alcune cose, su me stessa e sul mondo. Che non è magico, ad esempio. Che non puoi chiudere gli occhi e pensare: voglio che torni tutto come prima. Non è un lego, che monti, smonti e rimonti. Sembra banale, ma per chi vive come me, nella sua bella casa, con una bella figlia, il marito che la sostiene, i cani che l'adorano, la famiglia che l'accompagna, alcuni carissimi amici che l'ascoltano, è facile non sentire dolore. Nella mia meravigliosa vita ho dimenticato spesso di guardarmi intorno. Credo che scriverò di questo, stamattina. Non è allegro, né speranzoso, e ancor meno verso un sorridente futuro. Ma.
* la traduzione non è delle più facili, quindi mi sono concessa qualche piccola libertà.
Quel ragazzo, sopravvive come comanda il giorno per giorno;
è in corsa, come vive la maggioranza,
nero dalla nascita scuro di sole,
voglio vederli lì come nel calcio,
uscire dalla strada è la meta finale
vivere salendo, senza avere il male nella mente,
ha l'istinto, che gli ha dato la libertà;
ha la malizia, che gli ha dato ogni angolo,
conosce puttane, trafficanti ladri, tutta la razza
una coppia di allucinazioni e non si è mai allibito,
ha più fiducia in loro che nella polizia,
chi è che ha fiducia nella polizia, non sono mica scemo,
arriva la notte, e anche il freddo senza ritardo,
e la pietra il consumo aumenta ogni ora,
per riscaldare o per dimenticare, viziarsi,
deve essere per addormentarsi, per sognare,
viaggiare nella paranoia dell'oscurità;
un poco fondo di melma, più un fratello,
non vuole crescere, essere un fuggitivo del passato,
vergognarsi senza essere arrivato ai 25 anni,
vorrebbe che dio ascoltasse la mia voce
e trasformasse questo nel mondo magico di oz...
Aquele moleque, sobrevive como manda o dia a dia,
tá na correria, como vive a maioria,
preto desde nascença escuro de sol,
eu to pra ver alí igual no futebol,
sair um dia das ruas é a meta final
viver descente, sem ter na mente o mal,
tem o instinto, que a liberdade deu,
tem a malicia, que a cada esquina deu,
conhece puta, traficante ladrão, toda raça
uma par de aluscinado e nunca embaçô,
Confia neles mais do que na polícia,
quem confia em polícia, eu não sou louco,
a noite chega, e o frio também sem demora,
e a pedra o consumo aumenta a cada hora,
pra aquecer ou pra esquecer, viciar,
deve ser pra se adormecer, pra sonhar,
viajar na paranoia na escuridão,
um poço fundo de lama, mais um irmão,
não quer crescer, ser fugitivo do passado,
envergonhar sem aos 25 ter chegado,
queria que deus ouvisse a minha voz
e transformasse aqui no mundo mágico de oz..."
Racionais Mc's
Infelizmente
Infelicemente, questa è la parola che ho in mente oggi. Da molto tempo non veniva a trovarmi. Da molto tempo niente mi rendeva veramente infelice; arrabbiata, irata, delusa, amara, cinica, questo sì, ma infelice, nel profondo, era tempo che non pensavo di esserlo.
Dico che devo cogliere l'occasione per ristrutturare: la casa, i rapporti. Fare un giro nella città che ho dentro, che a quanto pare ha strade ed angoli bui nei quali non sono solita passare. Uscire dal quartiere, svoltare, incontrare cose nuove, paure, debolezze, incapacità con le quali non vorrei dover fare i conti. Spero in bene, che ce la posso fare, che saprò accettare, accettarmi. Ma non è così scontato.
Oro sotto l'acqua
Solo mi ricordo che dietro di noi c'era una collina,
il bosco
Al centro, la musica, la chitarra.
Faceva freddo e le nuvole
Si scaldavano con il suono.
C'era, tra l'altro,
un'acqua
un bambino che si tagliava i capelli sulla porta di casa
le tangerine tra i piedi.
Del gruppo, un uomo
mi chiedeva
sulla forma migliore
di cominciare un bagno
senza vedere nel profondo della questione.
- Entro piano
o una volta per tutte? chiese.
- Per tutte, risposi
non c'è cielo o inferno
che cominci piano.
(Suzana Vargas, traduzione di rioro)
Ouro sob água
Só me lembro que atrás de nós havia um morro,
a mata
No centro, a música, o violão.
Fazia frio e nuvens
se aqueciam pelo som.
Havia, entre outros,
uma água
um menino cortando cabelo na beira da casa
as tangerinas no pé.
Do grupo, um homem
me perguntava
sobre a melhor forma
de começar um banho
sem reparar no profundo da questão.
— Entro devagar
ou de uma vez por todas? perguntou.
— Por todas, respondi
Não há céu ou inferno
que comece devagar.
-- l'unica cosa che mi ha fatto leggermente sorridere oggi, è stato questo breve video di John Cusack e Tim Robbins giovani che ballano in un film molto carino, ma introvabile, dal titolo "Tapeheads". Il cinema, con la sua illusione, mi viene sempre in aiuto.
Dever
Devo aver pazienza, quando la tecnologia viene meno e si rimane senza internet e televisione satellitare; devo stare calma, quando mia figlia fa qualcosa di sbagliato e l'unica maniera spontanea che ho per dirglielo è gridare; devo stare ferma, quando mi prende la fame e mi butto sul peperone (che poi non digerisco); devo dire no quando mi offrono un caffè di troppo; devo smettere di fantasticare e concentrarmi sul lavoro; devo guardare il cielo e fare la danza del sole (o almeno quella contro i fulmini, che qui a Radicondoli sono un pericolo costante); devo leggere alcune piccole cose di amici per ritrovare la retta via della mia giornata. Devo, sicuramente devo.
Deve piacergli la poesia, l'alba, i passeri,
il sole, la luna, il canto, i venti e le canzoni della brezza.
Deve avere un amore, un grande amore per qualcuno,
oppure sentire la mancanza del non averlo.
Deve amare il prossimo e rispettare il dolore
che i passanti portano con sè.
Deve custodire il segreto senza sacrificarsi.
(Guia Maia, traduzione di rioro)
Tem que gostar de poesia, de madrugada, de pássaro,
do sol, da lua, do canto, dos ventos e das canções da brisa.
Deve ter amor, um grande amor por alguém,
ou então sentir falta de não ter esse amor.
Deve amar o próximo e respeitar a dor
que os passantes levam consigo.
Deve guardar segredo sem se sacrificar.
(Guia Maia)
Però
Lassù
sopra le nuvole
Dove c'è sempre il sole
Planando sopra un tappeto di nuvole
Nello spazio
Nel silenzio
Deve essere un posto fantastico
Per stare in buona compagnia
(GG)
--devo anche leggere un sacco quest'estate: ecco le mie
letture d'estate 2007
Adolescência
E va bene, lo ammetto: sono in piena crisi adolescenziale. Primo, mi è venuta una specie di influenza, non proprio forte, nè veramente preoccupante, ma in tutto simile a quel senso di spossatezza che usavo da ragazzina come scusa per evitare la scuola (accadeva raremente, ma accadeva). Secondo, sto leggendo un libro davvero curioso (sebbene "curioso" non sia aggettivo adatto a descrivere il suo autore, Musil), "Il Giovane Torless". Una storia di adolescenza, quel momento complicato e rivelatore in cui iniziamo a prendere coscienza dei nostri vari aspetti interiori. Più vado avanti nel racconto stranamente avvincente, più mi convinco che sono io, eccomi là tra le pagine (normale delirio di egocentrismo) travolta dai miei moti adolescenziali. Ma non è che senta di non essere mai cresciuta: piuttosto mi sembra che sto crescendo al contrario. E per questo ringrazio questo cielo di tempesta fuori dalla mia finestra.
VECCHIA FATTORIA*
La casa era per qui...
Dove? La cerco e non la trovo.
Odo una voce che avevo dimenticato:
è la voce di questo stesso ruscello.
Ah quanto tempo è passato!
(Furono più di cinquanta anni.)
Tanti che ha portato la morte!
(E la vita...i nostri disinganni...)
L'usura ha fatto tabula rasa
Della vecchia fattoria triste:
non esiste più la casa...
- Ma il bambino esiste ancora.
(Manuel Bandeira, traduzione di rioro)
* la chácara è una casa di vacanze, normalmente con un parco, un pezzo di fiume, alcune coltivazioni. "Fattoria" mi sembrava la parola più giusta, ma se avete suggerimenti saranno accolti.
VELHA CHÁCARA
A casa era por aqui...
Onde? Procuro-a e não acho.
Ouço uma voz que esqueci:
É a voz deste mesmo riacho.
Ah quanto tempo passou!
(Foram mais de cinqüenta anos.)
Tantos que a morte levou!
(E a vida... nos desenganos...)
A usura fez tábua rasa
Da velha chácara triste:
Não existe mais a casa...
- Mas o menino ainda existe.
(Manuel Bandeira)
-- mi tuffo nell'adolescenza anche attraverso la musica, grazie ai pirati e a mia figlia curiosa di tutto. Chi di voi ricorda Il Rock di Capitan Uncino?
--Benvenuti a tutti i nuovi arrivati nei commenti dell'ultimo post. Alla figlia di un caro poeta, all'appasionata di Zeca Baleiro, a tutti gli altri. Benvindos para todos os amigos! Grazie grazie grazie Obrigada obrigada obrigada
Por atrais
In questa settimana sono andata all'indietro. Casuali (come sempre) eventi mi hanno sospinta in direzione inversa, in piena decrescita. Mi sono ritrovata a sfogliare i quaderni della mia vita di studentessa, tante parole che non avevo scordato, piuttosto rimosso, accantonato, mi hanno mostrato il mio volto a quel tempo. E i Pirati dei Caraibi mi hanno portato ancora più indietro, alla mia passione di bambina per le avventure romantiche, complicate ed esotiche. Mi chiedo, oggi, quanto di me adesso c'era già allora?
AI CONFINI DEL MONDO
aria di tempesta
i pirati aspettano
ai confini del mondo
vorrei poter dormire
solo per sognarli
tutto è immobile
io per prima
non ho più voglia
d’essere reale
(rioro)
E per restituire un regalo (e anche un pò anticipare l'argomento del prossimo Piccolo Incontro Letterario, l'Eros)
Tranquillizzati cuore
ancora non è adesso
la confusione prosegue
sogni fuori
calma calma
più tardi la gente gode
vicino all'osso
la carne è più gustosa
(Paulo Leminsky, traduzione di rioro)
sossegue coração
ainda não é agora
a confusão prossegue
sonhos afora
calma calma
logo mais a gente goza
perto do osso
a carne é mais gostosa
(Paulo Leminsky)
-- Parlando di amore, ecco il mio amore-cane, Quetzal
Comoção
Radici, qualche minuto fa mi è venuta in mente questa parola, quando dalla radio mi è arrivata una musica, e mia figlia mi ha chiesto di alzare il volume. La musica mi ha catapultato indietro in un tempo in cui non avevo idea di ciò che mi sarebbe capitato nella vita: ogni più segreta nota dentro il mio cuore si è mossa e mi ha commosso.
Mi sono molto commossa anche qualche giorno fa, quando ho ricevuto un messaggio bellissimo da uno sconosciuto; in realtà il messaggio era rivolto ad Manoel de Barros, autore del testo che ho scelto come mio ritratto. Però ho capito che la mia passione per questo blog che, ultimamente a pezzi e a bocconi , cerco indefessa di portare avanti, ha un senso non solo per me, ma anche per chi legge. Almeno per qualcuno.
E mi sono commossa anche quando un poeta mi ha sussurrato (via mail) che mi ha pensato, nonostante non si fosse fatto il mio nome...Conoscenze che mi commuovono, a cui dedico questi versi che seguono, scusandomi se forse la traduzione non è proprio perfetta, e mi sono inventata qualche parola. Spero però di rendere l'idea di quando mi commuovano e mi diano gioia questi incontri superficiali, sembra, eppure profondi.
ONDA
L'ho conociuto all'Arpoador*
ragazzo versatile, gradevole,
ladro, sviatore
di sogni, ninfe e rapsodie.
Mi ha raccontato fatti e menzogne
del tutto indescricabili:
io tutto ascolto, tatto, vista,
e pietre, soli, desideri, mari.
Ci siamo dati del "fico"
e ci siamo promessi la vita:
gli ho comprato un gelato al mango
e lui mi ha dato un bacio di lingua
e ho immerso lì il fiore
dell'onda, ubriaco di amore.
(Antonio Cicero, molto libera traduzione di rioro)
*Promontorio tra la spiaggia di Copacabana e quella di Ipanema, a Rio de Janeiro
Alcune immagini: vista classica, la pietra, tramonto, bambini.
Conheci-o no Arpoador
garoto versátil, gostoso,
ladrão, desencaminhador
de sonhos, ninfas e rapsodos.
Contou-me feitos e mentiras
indeslindáveis por demais:
eu todo ouvidos, tatos, vistas,
e pedras, sóis, desejos, mares.
E nos chamamos de bacanas
e prometemo-nos a vida:
Comprei-lhe um picolé de manga
e deu-me ele um beijo de língua
e mergulhei ali à flor
da onda, bêbado de amor.
(Antonio Cicero)
-- Un'altra finestra si è aperta ai miei occhi durante il mio ultimo viaggio.
-- Avevo iniziato dalla musica però: quella che ha incantato mia figlia, e la versione originale che in passato, e tuttora, incanta me: "Burning down the house" dei Talking Heads.
Grandes
Quando sono a corto di idee, mi rivolgo sempre ai grandi. Con loro non si sbaglia mai. Per l'ultimo viaggio, dovevo scegliere un libro da portare con me per ingannare le interminabili ore di aereo: un libro piccolo, leggero. "Prendo Tolstoj, è nella mia lista di letture primaverili, e se poi non mi piace? ma è un grande..." Avevo ragione. Anche oggi, che metto nel blog? Lavoro, corro, non ho tempo...ma un grande, lui sa sempre cosa dire. Per voi, un grande poeta.
Occorrenza
Così l'uomo serio entrò e disse: buongiorno
Così un altro uomo serio rispose: buongiorno
Così la donna seria rispose: buongiorno
Così la bambina sul pavimento rispose: buongiorno
Così tutti risero all'improvviso
Tranne le due sedie, la tavola, la brocca, i fiori, le pareti,
l'orologio, la lampada, il ritratto, i libri, il cancellino, le
scarpe, le stampe, le camice, le lenzuola
(Ferreira Gullar, traduzione di rioro)
OcorrênciaAí o homem sério entrou e disse: bom dia
Aí o outro homem sério respondeu: bom dia
Aí a mulher séria respondeu: bom dia
Aí a menininha no chão respondeu: bom dia
Aí todos riram de uma vez
Menos as duas cadeiras, a mesa, o jarro, as flores, as paredes,
o relógio, a lâmpada, o retrato, os livros, o mata-borrão, os
sapatos, as gravuras, as camisas, os lenços
(Ferreira Gullar, do livro: "Toda poesia - 1950-1980", Civilização Brasileira, 1980, RJ)
>Continuando a parlare del mio ultimo viaggio, è stato un viaggio in cui ho incontrato molte finestre...
Sto ripartendo. Stavolta per poco, verso una città infinita. Così mi è parsa Brasilia la prima e unica volta che ci sono stata. Infinita di spazi, infinita di immaginazione. Già il poco che so della sua storia sembra inventata. Una città inventata da architetti arditi. A forma di aereo su una pista di atterraggio. Una città un pò Felliniana, direi. Non ha angoli, dicono. È fatta di rotonde che si attorcigliano su se stesse. Una città con una mappa così ben definita, da non riuscire a leggerla. Mi piace andare in un luogo con qualche immagine, idea, lettura che mi faccia da guida, e questa è quella che ho scelto per guidarmi tra le strade di Brasilia. A presto, comunidade!
BRASILIA
[...]
Spiegami Brasilia, come se fosse una macchina.
Come se fosse la sua propria mappa.
Brasilia non è fatta per funzionare.
È per delirare.
Brasília non è una citta pronta, una città armata.
Mi dispiace dirlo: Brasília non è finita.
Operai, tornate al lavoro!
Non è il disegno di un unico uomo,
una pista di atterraggio, le strade larghe, un impiego.
Un busto, una cattedrale, il planalto.
Brasilia non è calligrafia,
per quanto si scriva tra le righe.
Brasilia non è obiettiva, concreta,
per quanto si mostri intera.
Brasilia non è mancanza di umiltà.
Un acquario di ostriche.
Una stanza di celibe.
I palazzi non sono mandriani.
I palazzi sono solamente palazzi,
che fingono di scavare il cielo.
Brasilia non è dormitorio.
Non è per fare la vita, guadagnare denaro.
È la coda di un piano, un pesce che va a cavallo.
Brasilia è un bimbo seduto su una pietra,
arrabbiato perché la terra rossa non gioca.
La terra rossa sporca, ma non gioca.
La terra rossa va via con il vento a inseguire il passero.
Tenta di modellare la terra rossa, lei scappa,
si calma. La terra rossa è un albero che vola.
Brasilia è rossa.
Brasilia ha lentiggini.
Brasilia ha paura di dormire da sola.
Operai, non siete voi che dovete adattarvi alla città.
Chi lo ha detto? Brasilia non è conclusa.
È la città che deve adattarsi a voi.
Brasilia è stanca di essere reale.
Stanca di essere limitata, ridotta a un soffio di luce.
Brasilia è stanca di essere reale.
Non smettete di immaginarla, operai.
(Fabrício Carpinejar, traduzione di rioro)
BRASILIA
[...]
Explicam-me Brasília, como se ela fosse uma máquina.
Como se fosse o próprio mapa.
Brasília não é para funcionar.
É para delirar.
Brasília não é uma cidade pronta, uma cidade armada.
Lamento dizer: Brasília não acabou.
Candangos, voltem às obras!
Não é o desenho de um único homem,
uma pista de pouso, as ruas largas., um emprego.
Um busto, uma catedral, o planalto.
Brasília não é caligrafia,
por mais que se escreva entre as linhas.
Brasília não é objetiva, concreta,
por mais que se mostre inteira.
Brasília não é a falta de umidade.
Um aquário de ostras.
Um quarto de solteiro.
Os prédios não são boiadeiros.
Os prédios são prédios somente,
fingindo escavar o céu.
Brasília não é dormitório.
Não é para fazer a vida, ganhar dinheiro.
É a cauda de um piano, um peixe andando a cavalo.
Brasília é uma criança sentada na pedra,
chateada porque a terra vermelha não brinca.
A terra vermelha suja, mas não brinca.
A terra vermelha logo vai com o vento caçar passarinho.
Tente moldar a terra vermelha, ela escapa. Nem molhada,
se acalma. A terra vermelha é uma árvore voando.
Brasília é ruiva.
Brasília tem sardas.
Brasília tem medo de dormir sozinha.
Candangos, não são vocês que devem se adaptar à cidade.
Quem disse isso? Brasília não está concluída.
É a cidade que precisa se adaptar a vocês.
Brasília está cansada de ser real.
Cansada de ser resumida, reduzida a um sopro de luz.
Brasília está cansada de ser real.
Não desistam de imaginá-la, candangos.
Gloria
"Gloria" in italiano è una parola a cui si possono attribuire diversi significati. Non per me, però. Per me Gloria è un vecchio quartiere di Rio de Janeiro, dove, dall'altro di una collina, una piccola chiesa, la Igreja da Gloria, osserva il mare della Baia di Guanabara. Sotto la chiesetta c'è una strada, si chiama Rua do Russel, e lì c'è un palazzo, e dentro il palazzo un appartamento, il mio. La mia casa nella Gloria. Lì mi ha portato il mio ultimo viaggio in Brasile, e lì mi ha riportato questa bellissima poesia incontrata per caso (ah, il caso!) sull'ultimo numero di un'altrettanto bellissima rivista letteraria italiana, Sagarana. E adesso, è ora di rimettersi in viaggio.
GLORIA
Il samba era proprio quello
l'anno chi lo sa.
Era caldo
a Gloria.
Le pietre erano coperte di muschio ed erano umide
tutto era affascinante in quella Rio.
Sciabordavano
destini.
Nessuno può sapere ciò che pensa un cane.
Nessuno può sapere cosa fa
una febbre.
Com'è lontana la gioia
il pavimento dell'osteria bagnato con acqua e segatura
la gloria.
Oggi, nel samba, la nota acuta sembra un pugnale.
E lo è.
(Renata Pallottini, traduzione di Julio Monteiro Martins insieme ai suoi allievi dell'Università di Pisa Claudia Sgadò, Silvia Mencarelli, Simona Bruno, Laura Marletti, Viola Fiorentino e Sara Bresciani. Sulla rivista trovate anche altre poesie di questa autrice che sono stata cos' felice di scoprire)
NA GLÓRIA
O samba era esse mesmo
o ano sabe-se lá.
Estava quente
na Glória.
As pedras tinham musgo e eram úmidas
tudo era encantador naquele Rio.
Marulhavam
destinos.
Ninguém pode saber o que pensa um cachorro.
Ninguém pode saber o que faz
uma febre.
Que longe está o gáudio
o chão molhado e com serragem da taberna
a Glória.
Hoje, no samba, a nota aguda parece um punhal.
E é.
(Renata Pallottini)
Tempo
Ieri qui a Radicondoli è stato inaugurato il teatro. Durante la cerimonia, sono state lette alcune storie di donne. In una di queste, Isabel Allende parlava degli anni che passano quasi senza che ce ne accorgiamo. "Dentro di me ho ancora trent'anni". Il tempo è una strana cosa, questo si sa. Anche io mi sento ancora bambina, anzi, paradossalmente più vado avanti con l'età più divento bambina dentro, con tutti i piccoli fanatismi, la voglia di impormi, il desiderio di essere al centro dell'attenzione. Forse anche per questo ho questo blog, per farmi notare. Perdonatemi! E' solo perchè sto diventando bambina...
L'amore di Dudu nelle Acque
Mi sto trasformando in una bambina
che sembra una donnina
con tutto l'aspetto
della maturità
ma anche così mi sento partorita adesso
tenera, mela nuova
nuova Eva nuovo peccato.
Tutto gira ed io rinasco bambina
vestito corto nell'anima dentro...
Lascio nel mare i vecchi ornamenti
la vecchia cristalliera; i vecchi vizi
le tristezze caduche.
Nasce la donna-bambina che si ama
con acqua nel ventre e nello sguardo.
Nasce la Doudou delle acque.
(Elisa Lucinda, traduzione di rioro)
O Amor de Dudu nas Águas
Estou virando uma menina
tornada mulherinha
com tanta coleirinha
de maturidade
ainda assim me sinto parida agora
tenra, maçã nova
nova Eva novo pecado.
Tudo gira e eu renasço menina
vestido curto na alma de dentro...
Deixo no mar os velhos adereços
a velha cristaleira, os velhos vícios
as caducas mágoas.
Nasce a mulher-menina de se amar
com água no ventre e no olhar.
Nasce a Doudou das Águas.
(Elisa Lucinda)
Il tempo che passa, passa meglio se è al ritmo di samba. Una mia foto di una donna che ha il samba nel sangue, Teresa Cristina. Per sentirla cantare, ecco un piccolo video.
Natureza
Primavera, siamo al risveglio. La natura entra dentro le mie finestre, il sole invade la casa; tutto è verde e giallo sulle colline di Radicondoli. L'estate mi sembra ancora lontana, ma già abbastanza vicina da poter scorgere il mare. La Pasqua è passata e dopo ogni festa la vita riprende, ci rimettiamo in cammino. Ma in primavera vale la pena prendersi solo un minuto per poggiare lo sguardo sulla natura. Buona natura a tutti voi.
Il Bue
Va l'animale nel campo; egli è il campo come il fieno, che è il campo
che si dà perché si abbia sempre bue e campo; che campo e bue è il bue
che va nel campo mangiando sempre nuovo terreno. Va il bue, albero che
muggisce, ritaglio di paesaggio in cammino. Si distende il bue, e rumina, e
osserva l'erba crescere intorno al suo corpo, per il suo corpo, che
cresce per l'erba. Si alza il bue, è il campo che si solleva nelle sue
zampe per andare sul suo dorso. E ogni vestito è già la creazione di
fiori che si alzeranno dalla polvere delle ossa che la pioggia laverà,
quando sarà
tempo.
(Ferreira Gullar, traduzione di rioro)
O boi
(trecho de "Carta do morto pobre")
Vai o animal no campo; ele é o campo como o capim, que é o campo
se dando para que haja sempre boi e campo; que campo e boi é o boi
andar no campo e comer do sempre novo chão. Vai o boi, árvore que
muge, retalho da paisagem em caminho. Deita-se o boi, e rumina, e
olha a erva a crescer em redor de seu corpo, para o seu corpo, que
cresce para a erva. Levanta-se o boi, é o campo que se ergue em suas
patas para andar sobre o seu dorso. E cada fato é já a fabricação de
flores que se erguerão do pó dos ossos que a chuva lavará,
quando for
tempo.
(Ferreira Gullar)
E verso l'estate:
> Per chi è nato sul mare, come me, e per chi ama guardarlo: fotografie sul mare, di Sergio Fonseca. Il mare è quello Brasiliano, la costa nord di Rio de Janeiro, tra Saquarema e Buzios. Le foto sono bellissime.
>Mare più a nord, ma sempre tropicale: un'altra immagine dal mio viaggio in Maranhão.
> E andando per mare, ecco chi vorrei incontrare. Le ragazze sono avvertite: questi pirati sono...bellissimi!!!
Ferias
Tra poco è Pasqua. Festa. Cercavo qualcosa di adatto all'occasione per mandare a tutti voi i miei sinceri auguri. E mi è venuta in mente una poesia d'amore, letta un pò di tempo fa in un bel blog di un poeta brasiliano, Ronaldo Monte. Siete quindi pronti a varcare i margini del sogno? Buona Pasqua a tutti.
MARGINI
Passava un fiume tra i loro margini.
Sul margine, passava la sera.
Da margine a margine, il ponte.
Nel mezzo della sera,
nel mezzo del ponte,
improvvisamente
si toccano i margini.
Che succede, chiede lei.
Un bacio, dice lui.
Come potrebbe aver detto
: una sera.
O detto in altro modo
: un ponte.
(Ronaldo Monte, traduzione di rioro)
MARGENS
Continuando a parlare d'amore, Largo dos Amores.
a alma é o segredo do negócio
[zeca baleiro]