Sua alegria, minha caligrafia
Seu jeito, meu texto
Sua figura, minha escritura
Seu ar de ausência, minhas reticências
Tudo junto, meu assunto.
(Abel Silva)
Esta é Rio de Janeiro
Oggi mi sento a Rio de Janeiro, oggi la vedo davanti ai miei occhi, la leggo, l'ascolto. Oggi Rio è lo sfondo per la mia giornata.
- sfondo per passione e tragedia, in un libro-clip dedicato al più famoso romanzo della letteratura brasiliana, che si svolge per di più nel quartiere dove (non casualmente) abbiamo comprato casa, la Gloria. Don Casmurro
- sfondo per musica e impegno, non con il samba, in questo caso, ma con il funk carioca. Stereo Maracana
A beleza dos nomes
Chiedo perdono per la traduzione che segue, ho tradotto i bellissimi nomi di alcune delle più famose favelas di Rio de Janeiro in italiano. Rio, perdonami! Le favelas non sono sempre state ciò che oggi vediamo e leggiamo: erano luoghi magici dai nomi dati loro da poeti. Godetevi questo bellissimo samba scritto da una delle voci più poetiche di Rio, Paulo Cesar Pinheiro, e cantato da un giovane sambista, Moyseis Marques.
Buon nome poetico a tutti!
Nomi di Favela
(qui per ascoltare questo samba)
Il gallo già non canta più a Cantagallo
L'acqua già non scorre più nella Cascatina
Il bimbo già non raccoglie più mango nel mangheto
E oggi che città grande è la Rosina
Nessuno fa più promesse di amore a Giuramento
Nessuno si lascia sulla Collina dell'Addio
Il piacere è finito sulla Collina dei Piaceri
E la vita è un inferno nella Città di Dio
Non sono del tempo delle armi
Per questo ancora preferisco
Udire un verso di samba
Piuttosto che ascoltare rumore di spari
Per la poesia dei nomi delle favelas
La vità lì già fu più bella
Già fu meglio viverci
Ma oggi questa stessa poesia chiede aiuto
O là nella favella la vita cambia
O tutti i nomi dovranno cambiare
Nomes de Favela
(aqui para ouvir este samba)
O galo já não canta mais no Cantagalo
A água já não corre mais na Cachoeirinha
Menino não pega mais manga na Mangueira
E agora que cidade grande é a Rocinha!
Ninguém faz mais jura de amor no Juramento
Ninguém vai-se embora do Morro do Adeus
Prazer se acabou lá no Morro dos Prazeres
E a vida é um inferno na Cidade de Deus
Não sou do tempo das armas
Por isso ainda prefiro
Ouvir um verso de samba
Do que escutar som de tiro
Pela poesia dos nomes de favela
A vida por lá já foi mais bela
Já foi bem melhor de se morar
Mas hoje essa mesma poesia pede ajuda
Ou lá na favela a vida muda
Ou todos os nomes vão mudar
(Paulo Cesar Pinheiro)
Meu poeta
Dovunque passi il mio poeta, mi fermo e ascolto. Lui sceglie sempre le amicizie giuste, le note migliori, i versi più coinvolgenti. Ultimamente è passato per il Teatro Magico, ha lasciato la sua voce e il suo segno di musica. Ho provato a tradurre le parole (non sue, ma come sue), in parte ve le propongo, perché chissà, forse anche a noi potrebbe capitare di vivere un sogno strano con la nostra tv.
Buon proposito pasquale: cercherò di non trascurare tanto questo blog. Auguri a tutti, e un pensiero solidale a chi soffre.
-- alcune leccornie dalla città del mio poeta, São Luiz, in Maranhão
Chanel n°5
La mia tv non si è contenuta
Ha osato passare ad avere vita
Guardando verso di me
Assistendo a tutti i miei segreti,
le mie compagnie, dubbi, paure
la mia tv non obbedisce.
Non vuole più trasmettere soap, sogna un giorno di diventare finestra e non vuole più essere in onda. Non
Vuole discorsi con l’antenna né sapere se vale la pena di vedere di nuovo tutto ciò che ho già visto.
Visto.
La mia tv non si dimentica nè del prezzo nè della preghiera che recito perché funzioni.
Mi ha detto che si arrende a internet in sostanza non si sottomette a nulla per informarmi.
Non vuole più sapere di feste
Non ha pensato di essere onesta funzionando quando ne ho bisogno.
La notizia che aspettavo mi è arrivata all’alba da un sito di flick blog fotolog che ho visitato.
La mia tv è matta, mi ha detto di star zitto e non alzare il sedere dal sofà.
Ma non mi piace essere bloccato, se la marea sale mi alzo.
Non voglio sapere se è via cavo né se la mia firma farà mutare tutto ciò che ho imparato
Triste la fine del telefilm, un boccone amaro senza sapere cosa sarà di me.
Lei non SAP chi sono io,
lei non parla la mia lingua.
(Don't speak my tongue)
(Fernando Anitelli, traduzione di rioro)
Xanéu n°5
Composição: Fernando Anitelli
A minha tv não se conteve
Atrevida passou a ter vida
Olhando pra mim
Minhas parcerias, dúvidas, medos,
Minha tv não obedece.
Não quer mais passar novela, sonha um dia em ser janela e não quer mais ficar no ar. Não quer papo com a antena nem saber se vale a pena ver denovo tudo que já vi.
Vi.
A minha TV não se esquece nem do preço nem da prece que faço pra mesma funcionar.
Me disse que se rende a internet em suma não se submete a nada para me informar.
Não quis mais saber de festa
Não pensou em ser honesta funcionando quando precisei.
A notícia que esperava consegui na madrugada num site flick blog fotolog que acessei.
A minha tv tá louca, me mandou calar a boca e não tirar a bunda do sofá.
Mas eu sou facinho de marré-de-si, se a maré subir eu vou me levantar.
Não quero saber se é a cabo nem se minha assinatura vai mudar tudo que aprendi
Triste o fim de seriado, um bocado magoado sem saber o que será de mim.
Ela não fala a minha lingua.
(Don't speak my tongue)
Não.
Pô to cansado de toda essa merda que eles mostram na televisão todo dia.
Mano, não aguento mais, é foda!
Enquanto pessoas perguntam por que, outras pessoas perguntam por que não?
Até porque não acredito no que é dito, no que é visto.
Acesso é poder e o poder é a informação. Qualquer palavra satisfaz.
A garota, o rapaz e a paz quem traz, tanto faz.
O valor é temporário, o amor imaginário e a festa um merxúrio.
Um minuto de silêncio é um minuto reservado de murmúrio, de anestesia.
O sistema é nervoso e te acalma com a programação do dia, com a narrativa.
A vida ingrata de quem acha que é noticia, de quem acha que é momento.
Na tua tela querem ensinar a fazer comida uma nação que nao tem ovo na panela
Que não tem gesto, quem tem medo assimila toda forma de expressão como protesto.
Falou e disse...
Num passado remoto perdi meu controle
Num passado remoto perdi meu controle...
Num passado remoto ...
Era vida em preto e branco quase nunca colorida reprisando coisas que não fiz.
Finalmente se acabando feito longa, feito curta que termina com final feliz..
Ela não SAP quem eu sou,
Ela não fala a minha lingua.
(Sabe nada...)
Eu não sei se payper viu ou se quem viu tudo fui eu.
A minha tv tá louca.
Pequenhas coisas #1
Internetmanzia di oggi:
-- poesie che mi hanno stupito (o deliziato? o accompagnato?)
-- racconti che mi hanno fatto sorridere (o preoccupare? o tremare?)
-- musica anticrisi (e antistress, e anti-cliches)
Per il resto, mal di stomaco, voglia di far niente, il cane sul cuscino, la figlia che gioca, ed io...io forse scrivo. Chissà! (vou escrever? quem sabe...)
Ducha
Ero sotto la doccia e riflettevo sulla giornata di oggi. Mi era sembrata piuttosto scialba, noiosa e poco vissuta. Poi ho pensato meglio a tutto ciò che mi è accaduto oggi:
- grazie a quella meraviglia che è internet, ho potuto ascoltare in anteprima il nuovo lavoro del mio poeta-musicista del cuore, un disco che ancora non è nei negozi, e comunque non potrei trovare qui in Italia;
- sono riuscita a fare piccole cose gustose, come assistere al trailer di un film che mi piacerebbe vedere, con il mio attor-giovane preferito;
- ho incontrato anche il mio attore comico americano preferito, con il trailer del suo nuovo film;
- ho operato scambi amichevoli con alcune belle voci incontrate su myspace;
- il mio autore brasiliano preferito del momento ha messo sul suo blog un altro brano che non ho ancora letto ma che sicuramente adorerò;
- ho ripreso a suonare il pianoforte, incredibile ma vero, dopo diciamo 25 anni?, per accontentare mia figlia che voleva cantare dal vivo un brano di uno dei suoi film preferiti.
Nel frattempo, ho avuto due incontri di lavoro, sono andata avanti con il sito che stiamo preparando, ho fatto varie cose in casa, ho litigato e fatto pace con i cani e ho trovato pure il tempo per farmi la doccia. Non credo di poter chiedere di più ad una giornata!
-- e per finire: Chico Buarque, Jamelão e cachorro magro
Estrada
Ho scoperto Facebook insieme a tutti gli altri italiani (almeno a quanto diceva l'altro giorno il telegiornale, invece di occuparsi delle questioni serie che ci cadono addosso). Così, ho incontrato un pezzo della mia vita passata, attraverso due cugini con i quali ho condiviso parti differenti della mia infanzia; ho ritrovato una delle mie poetesse preferite, che ogni tanto, troppo raramente, vado a trovare sul suo blog, e ho fatto amicizia con uno scrittore che mi ha rubato il cuore raccontando di come si vive (veramente) a Rio de Janeiro. A lui dedico le parole che seguono, che mi hanno folgorato sulla strada verso la Coop. Bejios.
Sulla strada oggi
c'è pioggia e
sole
ma dove vai tu,
João,
non ci sono strade
Ah come vorrei venire anch'io
affondare in un luogo
con una irrimediabile perdita
di memoria
e rinascere sapendo già tutto
del posto in cui
sono
ma non importa
lungo la mia strada segnata
verso il
supermercato
penso quanta fortuna c'é
nel poter incontrare ancora
spiriti liberi
(rioro)
-- musica che vale la pena: La Portuaria e David Byrne
-- alcune foto del mio quartiere, la Gloria, Rio de Janeiro: #1, #2, #3
Pedaçinhos di céu #1
-- immagini dal mio ultimo viaggio: l'aeroporto di Rio de Janeiro, dall'aeroporto alla Zona Sul, pubblicità elettorale.
-- una delle cose più belle che ho visto a Rio de Janeiro in questo mio ultimo viaggio è stato questo video di una bellissima canzone di Chico Buarque, con delle imperdibili lezioni di samba dei bambini delle favelas.
-- dei nomi (per la mia teoria che il nome dice quasi tutto di una persona)
-- recensione autunnale: "Quercia e Cane" (cercate nella mia libreria)
Rio - Radicondoli
Da Rio de Janeiro a Radicondoli, è sembrato solo un salto. Il tempo nella città meravigliosa passa sempre troppo in fretta, e sempre bene, per fortuna. Poi torno qui tra le colline, e tutto mi sembra essere stato un grande sogno dorato. Mi restano tutti i colori negli occhi, però, gli odori sulla punta della lingua, e una voglia di Brasile che non mi lascia mai. I dettagli nel prossimo futuro, per adesso solo tre cosine che sono rimaste ad aspettare il mio ritorno per poter essere condivise con voi.
--visitare le colline di Radicondoli sotto un arcobaleno
--visitare una favela a suon di funky
--visitare il nord-est brasiliano a suon di forró
Retorno
Di ritorno, sembrerebbe, da vacanze che sono state anch'esse un ritorno, ma si sa, la vita fa il suo giro, si ripassa sempre dal via. Anche ora comunque in movimento, verso il Brasile forse, verso la mia amata città che mi piacerebbe chiamare natia. Un ritorno anche questo. Insomma in viaggio, sempre e perennemente, quasi ci faccio l'abitudine. Eppure, non sono mai pronta...
Questa vita è uno strano albergo,
Da dove si parte quasi sempre a caso,
dato che le nostre valigie non sono mai pronte,
e i nostri conti non tornano mai...
(Mario Quintana, traduzione molto libera di rioro)
Esta vida é uma estranha hospedaria,
De onde se parte quase sempre às tontas,
Pois nunca as nossas malas estão prontas,
E a nossa conta nunca está em dia...
(Mario Quintana)
--Musica che vale la pena ascoltare a tutte le ore e in qualsiasi stato d'animo: Eu sei que vou te amar (João Gilberto)
Ferias
Mi avvicino a grandissimi passi alle vacanze, quest'anno anticipate, stravolte, allargate e problematiche. Ma è chiaro, noi siamo i fortunati. Vi lascio con un ulteriore motivo per cui amo il Brasile: perché in Brasile esistono poeti molto vicini alla mia idea di poesia. Poeti che fanno poesia guardandosi intorno, filosofi del banale, estimatori del piccolo e dell'inutile. Poeti che non usano grandi parole, ma preferiscono quelle normali, spesso le rimpiccioliscono, in diminutivi che le rendono forse più profonde. Che non aggrovigliano il pensiero sulle questioni della vita, ma raccontano tali questioni mentre esse passano sotto i loro occhi.
Per voi Nicolas Berh, con una bellissima Lezione di Amicizia. A presto, magari prestissimo, magari no.
Lezione di Amicizia
Ignazio era indio e il mio migliore amico
rigettato dagli altri bianchi
Ignazio nuotava con me pescava con me
facevamo lezione insieme
abbiamo appreso la lezione?
io non ho mai dimenticato Ignazio
Ignazio ne sono certo
non mi ha mai dimenticato
dove va Ignazio?
dove vado io?
(Nicolas Behr, traduzione di rioro)
LIÇÃO DE AMIZADE
inácio era índio e meu melhor amigo
rejeitado pelos outros brancos
inácio nadava comigo pescava comigo
fazíamos a lição juntos
aprendemos a lição?
eu nunca me esqueci de inácio
inácio tenho certeza
nunca se esqueceu de mim
por onde anda inácio?
por onde ando eu?
(Nicolas Behr)
--Un giorno parlerò del funk, una espressione molto importante della cultura suburbana del Brasile. Per il momento, vi lascio immagini e musica di un gruppo che aiuta i giovani delle favelas a riscattarsi attraverso la musica, Afro Reagge. Buon Funk a tutti voi!
Ferias
Mi avvicino a grandissimi passi alle vacanze, quest'anno anticipate, stravolte, allargate e problematiche. Ma è chiaro, noi siamo i fortunati. Vi lascio con un ulteriore motivo per cui amo il Brasile: perché in Brasile esistono poeti molto vicini alla mia idea di poesia. Poeti che fanno poesia guardandosi intorno, filosofi del banale, estimatori del piccolo e dell'inutile. Poeti che non usano grandi parole, ma preferiscono quelle normali, spesso le rimpiccioliscono, in diminutivi che le rendono forse più profonde. Che non aggrovigliano il pensiero sulle questioni della vita, ma raccontano tali questioni mentre esse passano sotto i loro occhi.
Per voi Nicolas Berh, con una bellissima Lezione di Amicizia. A presto, magari prestissimo, magari no.
Lezione di Amicizia
Ignazio era indio e il mio migliore amico
rigettato dagli altri bianchi
Ignazio nuotava con me pescava con me
facevamo lezione insieme
abbiamo appreso la lezione?
io non ho mai dimenticato Ignazio
Ignazio ne sono certo
non mi ha mai dimenticato
dove va Ignazio?
dove vado io?
(Nicolas Behr, traduzione di rioro)
LIÇÃO DE AMIZADE
inácio era índio e meu melhor amigo
rejeitado pelos outros brancos
inácio nadava comigo pescava comigo
fazíamos a lição juntos
aprendemos a lição?
eu nunca me esqueci de inácio
inácio tenho certeza
nunca se esqueceu de mim
por onde anda inácio?
por onde ando eu?
(Nicolas Behr)
--Un giorno parlerò del funk, una espressione molto importante della cultura suburbana del Brasile. Per il momento, vi lascio immagini e musica di un gruppo che aiuta i giovani delle favelas a riscattarsi attraverso la musica, Afro Reagge. Buon Funk a tutti voi!
Porque amo o Brasil #2
Continuo a farmi questa domanda, perché mi piace il Brasile, ma mi pare di non saper rispondere. Farfuglio cose tipo "la musica, la natura, la bellezza" ma niente di questo è vero fino in fondo. Se mi ci metto a pensare seriamente, direi che amo il Brasile perché è nelle mie corde, è affine alla mia anima, è uno specchio dei miei sentimenti. E poi, ci sono ragioni che vanno molto indietro del tempo, legate alla mia vita personale. Da bambina vedevo il tramonto scendere sul mare dal terrazzo della casa dei miei genitori: oggi, quando sono a Rio de Janeiro, guardo il cielo diventare rosso la sera dalle finestre della mia casa a Gloria, e mi viene voglia di volare.
il mio paese
il mio paese era un'anima desolata
e profonda
un corpo dimenticato in mezzo
ai tamburi del samba.
(Silvia Chueire, traduzione di rioro)
meu país
meu país era uma alma desolada-- Cani, li adoro
-- Chitarra e Contrabbasso
-- Oroscopo (con voglia di volare)
Porque amo o Brasil #1
Una delle cose che più amo, rispetto ed invidio al popolo brasiliano è la fantastica capacità di non vergognarsi di nulla. C'è da ballare? Ballano tutti, che lo sappiano fare o meno. C'è da cantare? cantano tutti, stonati o meno. Non sembrano mai preoccuparsi del possibile giudizio di chi li sta guardando. In questo modo, riescono ad esprimere una gamma veramente ampia di sentimenti, modi di essere e aspetti della loro personalità.
Questa tendenza è condivisa da tutti, quale che sia cultura, educazione, stato sociale. Un buon esempio lo offre il signor Wagner Moura, uno dei più premiati attori brasiliani del momento (lo potete vedere nelle sale cinematografiche italiane in questi giorni nel film "Tropa d'Elite", qui il trailer italiano), il quale, negli intervalli delle riprese di uno sceneggiato televisivo, si è prestato, insieme ad altri ragazzi del cast, a girare un video per un gruppo di funk, in cui sovverte le regole dell'attore drammatico, e non si vergogna di mostrare tutte le sue ironiche doti di ballerino (e di più). Per le signore: attente agli ormoni...Per i signori: imparate dal signor Moura come ci si leva una giacca!
-- e per chi non ama il funk, un brano che unisce samba e bossa nova nella voce stupenda di Roberta Sá.
Domenica
domenica i miei occhi dormono di te
le ore vanno lentamente sotto la pioggia
addormentata l'urgenza
il mondo riposa pacifico
- quasi non respira -
(silvia chueire, traduzione di rioro)
domingo
domingo os meus olhos dormem de ti-- ricordate questa canzone?
-- recensioni di cinema brasiliano (dal 6 giugno nelle sale italiane, pare): Tropa de Elite
-- un sogno (di nome e di fatto)
Verão-Outono
Se guardo fuori della finestra, è autunno. Allora guardo dentro. Fuori minaccia pioggia, ma "là fuori è solo acqua che cade, mentre qui dentro cade la pioggia", dice il mio poeta. Ed è una pioggia allegra che mi bagna e io penso al Brasile, agli uomini, ai bambini, e rido nel veder passare tanta bellezza davanti ai miei occhi. Quale fortuna possiede il mio sguardo!
FORTUNA
È già autunno qui. Il cielo
è coperto tutto il tempo .
Ha piovuto molto. La casa,
la spiaggia, sono piene di sonno,
e la notte ha sempre persone
che cercano invano le stelle.
Ma oggi presto, di mattina,
mi sono svegliata con il chiasso dei cani.
Là fuori i gelsomini cresceranno
e il ricordo di altre stagioni.
( Héber Sales, traduzione di rioro)
BOA SORTE( Héber Sales)
-- Passeggiate sulla Rambla di Montevideo
-- SenzaRemore, Wagner (Sabor da Paixão)
-- E non dimentichiamo, il mondo
-- Io sono contro il nucleare
Fue culpa do oroscopo
Tutta colpa del mio oroscopo. Mi diceva che questa settimana dovevo dedicarmi a cercare mani da stringere e persone da coccolare. La prima cosa che mi è venuta spontanea è stata rovinare di coccole i miei cani, fino a quando il maschio non mi ha fatto chiaramente capire che alle coccole preferisce i biscotti. Così, ho preso computer e tastiera e ho scritto a un'amica lontana, nel tempo e nello spazio, e mi sono sentita subito bene quando ho visto che tempo e spazio contano poco e che "la capa è sempre à stess' ". Così, ci siamo stracoccolate di complimenti. Solo dopo mi sono accorta che così stavo andando lontano, anzi più vicino: mi avvicinavo a delle coccole che avrei voluto e non ho potuto (avere? dare? non so). Ma ne sono sicura: non è un equivoco. Sono pronta a rinnovare le dosi di coccole, abbracci gratis, paroline dolci e risate, per amici ed amiche vicini e lontani (e anche per quelli che non conoscerò mai).
-- coccole per un sabato di pioggia e sole
-- coccolarsi con una lettura intelligente: Finzioni
-- coccole per i nostri Piccoli Incontri Letterari: cercate Un mese di Coscienza
Não por acaso
Non per caso, tutto accade in un certo modo. Siamo atomi, siamo flussi: ma non è per caso. Sparisce un libro: un caso? Si inceppa una fotocopiatrice: un caso? Si ascolta una canzone: un caso? Di certo, bisogna prepararsi: chissà, quello che oggi sembra lontano tra un attimo potrebbe arrivare. Chissà. Non per caso, comunque.
Vai a sapere
Non pensare che puoi determinare
quello che solo l'amore può sapere
Solo perché hai detto che non mi vuoi
non vuol dire che non mi vorrai
poiché tutto quello che si sa dell'amore
è che gli piace molto mutare
e può apparire dove nessuno osa supporre
Solo perché hai detto che non ti posso piacere
non vuol dire che non debba dubitarne
Pensandoci bene, potresti persino
arrivare a pentirtene
e potrebbe essere troppo tardi
Vai a sapere...
(Adriana Calcanhotto, voce di Marisa Monte)
Vai saber?
Não vá pensando que determinou
Sobre o que só o amor pode saber
Só porque disse que não me quer
Não quer dizer que não vá querer
Pois tudo o que se sabe do amor
É que ele gosta muito de mudar
E pode aparecer onde ninguém ousaria supor
Só porque disse que de mim não pode gostar
Não quer dizer que não tenha do que duvidar
Pensando bem, pode mesmo
Chegar a se arrepender
E pode ser então que seja tarde demais
Vai saber?
(Adriana Calcanhotto, voz de Marisa Monte)
-- anche se non capite un piffero di portoghese, le rime di questa canzone vi piaceranno. Il mio poeta.
-- anche se non potete andare ad Arles in questi giorni, vi basti sapere della bella mostra che lì allieta la popolazione. Il mio fotografo.
Cometas
Passano comete nel mio cielo, come se fosse agosto. Spunta una coda infuocata, cavalcata da un JD brasiliano protagonista di un film che tanto dice della mia città d'adozione, e bello come il sole la mattina; un meteorite mi lancia nel passato a velocità pazzesca a trovare un amico soltanto sognato (ma sarà vero? le comete mentono, a volte); una è colorata ed è il mio poeta a spingerla, con una canzone solo per bimbi; una è un pensiero pensato e scritto all'unisono con un amico, reale stavolta, e presente. Direi che è stata una buona settimana, astrologicamente parlando.
Quain soleva ripetere che i lettori sono una specie ormai estinta. "Non c'è europeo - ragionava - che non sia uno scrittore, in potenza o in atto". Affermava anche che, tra le diverse felicità che può procurare la letteratura, la più alta è l'invenzione. Poiché non tutti sono capaci di questa felicità, molti dovranno contentarsi di simulacri. Per questi "imperfetti scrittori", il cui numero è legione, Quain compose gli otto racconti del libro Statements. Ciascuno di essi prefigura o promette un buon argomento, volontariamente frustrato dall'autore. Uno - non il migliore - insinua due argomenti. Il lettore, distratto dalla propria vanità, crede di averli inventati.
(Jorge Luis Borges, Finzioni)
Leveza
Ieri mi è stato detto qualcosa che mi ha fatto venire in mente una parola che mi è estranea da un pò di tempo: leggerezza. Il giorno è bello, il lavoro calmo, gli amici affettuosi, i film allegri, le letture interessanti, e tutto mi dice che è questa la parola che devo seguire nel mio prossimo futuro: leggerezza. Mi fermo a sorridere: so che per me è una sfida. Ma devo raccoglierla, e aprire la finestra, e decidere di volare un poco, di staccarmi di qua e passare leggera in tutti gli altri mondi nei quali vivo quando sogno. Parole leggere , allora, e brevi, solo per assaporare, godere un attimo, e passare avanti.
piedi piccoli, nebbia
lacrima ardente, i bambini
voltano l'angolo
(ademir assunção, traduzione di rioro)
pés miúdos, neblina
cálida lágrima, as crianças
dobram a esquina
apri un libro
un vecchio trifoglio
autunno o fortuna
(fred maia, traduzione di rioro)
em português aqui
altre leggerezze (o quasi...)
-- Del perché amo l'America Latina: Angoscia e illusioni
-- Ricordi di viaggio: Tango
-- SenzaRemore: Elisabeth
-- Ninnananna per dormire o per fare l'amore: "Carnalismo" (Tribalistas)
Homens
Come ogni anno, dedico il giorno della festa della donna ai begl'uomini, in particolare a quelli bidimensionali che parlano solo se interrogati e ci fanno sognare la notte. In giro ce ne sono diversi, ma ho più di quarant'anni, e quindi vado sul classico. Baci, donne, e stasera, un bel film con...JD!
Johnny Depp,
sei profondo,
mi piace guardarti mentre dormi
e odorare le lenzuola in cui hai dormito,
Johnny Depp.
Johnny Depp,
sei hip,
vorrei morderti il labbro inferiore
e spettinare i tuoi capelli alla Edwar Mani di Forbice,
Johnny Orso.
Ti piacciono le ragazze con l'accento straniero,
la vita sottile, io non sono una bellezza,
ma potrei amarti più di quanto tu probabilmente meriti,
Johnny Depp
Johnny Depp
sei una bomba,
se vieni a conoscere mia madre, piangerò una sola
lacrima salata
Johnny Caro
Johnny A Johnny B Johnny C Johnny D
(libera e tagliata traduzione di una canzone di Amy Ann che potete sentire qui)
-- la Library of Congress, la più grande bibiolteca del mondo, ha messo a disposizione, attraverso la piattaforma di Filckr, alcune delle sue raccolte fotografiche, invitando anche gli utenti ad aiutare a catalogarle. Bellissime.
-- la mia ultima lettura si svolgeva a Rio de Janeiro, e mi ha fatto scoprire un nuovo autore, Ruy Castro. Il mio commento qui.
Viajem nunca acaba
Questa settimana sono per caso ri-entrata in contatto con musiche nuove e vecchie, e la mia colonna sonora quotidiana ha lasciato il brasile per navigare verso altre acque. Alcune completamente nuove, come las coplas di Carlos Cano, delizioso regalo di Carlo, altre che avevo già frequentato nella mia adolescenza, come il folk inglese, che vede una rinascita, almeno per me, altre incontrate per caso e lasciate passare, come la musica africana. Nuove note riempiono la mia scrivania, tutto suona in modo diverso. Poi ho una crisi, torno al samba. A casa, di nuovo. Ma tra poco riprenderò a viaggiare...
-- ...mentre guardo fuori e vedo colline, nei miei occhi ancora i fiori rossi del Brasile.
-- e a proposito di viaggi tra continetni, la mia ultima lettura: Julio Cortázar, "Il gioco del mondo". (tra le varie recensioni trovate anche la mia)
-- Che personalmente reputi Tim Burton uomo di grande intelligenza, è risaputo. Me ne convinco sempre di più, leggendo le sue interviste. Sentite cosa dice della coppia di personaggi del suo ultimo film, "Sweeney Todd": "Lei parla, lui non l'ascolta, lei lo ama, lui no. Tra i due c'è un'assoluta assenza di complicità, di comprensione, e mi sembra che il loro sia un rapporto estremamente moderno". Benvenuti nel meraviglioso mondo della realtà!
Signal
Guidando lungo l'autostrada tra Torino e Siena, mi alleno nell'arte della camminomanzia (riconoscere i segni che si incontrano camminando). Questi i segni che ho raccolto:
- l'immagine di un uccelletto solitario appollaiato in cima ad un albero completamente spoglio;
- ben due display che riportavano, a caratteri cubitali, "OSTACOLO";
- un falchetto ad ali spiegate in cerca, probabilmente, di prede.
Non so perché, ma non mi sento tranquilla...
Infatti mi sento così...(come nelle parole di un artista già dall'altra parte, Sergio Sampaio, e nella voce di un poeta che lo ha riportato a noi).
Non serve
(Sergio Sampaio nella voce di Zeca Baleiro e nella mia personalissima traduzione)
Non serve,
non serve a nulla vedere la banda
che suona "La Banda"* di fronte alla veranda,
non serve il mare
e neanche il suo dolore.
Non serve,
non serve il tram, la speranza,
e neanche tornare un giorno ad essere bambino,
il sogno è finito
e a cosa è servito?
Non ho fretta,
ma ho un prezzo,
e tutti hanno un prezzo,
e ho un posto,
un vecchio indirizzo,
il resto è con voi,
il resto non ha tempo.
Ciò che importa
è che già non mi importa, ciò che importa
è che nessuno bussò alla mia porta,
è che nessuno è morto
nessuno è morto per me.
Non voglio nulla,
non lascio nulla, che non ho nulla,
ho solo quello che mi manca e quello che mi basta
al più è stare solo,
voglio stare solo.
Non serve,
non serve quello che non serve
non è necessario quello che non è necessario
allora perché piangere?
Chi sta nel fuoco, ci sta per bruciarsi,
allora perché piangere?
*Per chi non lo sapesse, la famosa canzone di Mina "La banda" è una canzone di Chico Buarque, ed è considerata un classico della canzone brasiliana.
Não Adianta
(Sérgio Sampaio na voz do Zeca Baleiro)
Não adianta,
Não adianta nada ver a banda,
Tocando “A Banda” em frente da varanda,
Não adianta o mar,
E nem a sua dor.
Não adianta,
Não adianta o bonde, a esperança,
E nem voltar um dia a ser criança,
O sonho acabou,
E o que adiantou?
Não tenho pressa,
Mas tenho um preço,
E todos tem um preço,
E tenho um canto,
Um velho endereço,
O resto é com vocês,
O resto não tem vez.
O que importa,
É que já não me importa, o que importa,
É que ninguém bateu em minha porta,
É que ninguém morreu,
ninguém morreu por mim.
Não quero nada,
Não deixo nada, que não tenho nada,
Só tenho o que me falta e o que me basta,
No mais é ficar só,
Eu quero ficar só.
Não adianta,
Não adianta, que não adianta,
Não é preciso, que não é preciso,
Então pra que chorar?
Então pra que chorar?
Quem está no fogo, está pra se queimar,
Então pra que chorar?
Natal no Rio
Di nuovo Natale a Rio, quest'anno un pò diverso, dato che siamo nella casa nostra. Mia figlia voleva addobbarla con le lucette che fanno tanto festa, ma non siamo riusciti a trovarle: finite. Qui l'addobbo natalizio è una faccenda seria, e la gente si organizza con settimane di anticipo, svuotando letteralmente i negozi.
Il tempo grigio fa pensare più a novembre che a dicembre, il caldo fa pensare più a luglio che al natale, e i panettoni formato da nanetto non ispirano all'acquisto. Quindi sto uscendo per andare a comprare gli ingredienti per fare un dolce natalizio in casa.
Buon Natale dal mondo capovolto!
-- Qui trovate le prime tre foto della casa, per chi desidera curiosare un pò.
-- Regalino di Natale! sul sito del mio poeta c'è una canzone da scaricare, allegra, ritmata e molto...da ZB!
Por José
Domani ci sarà un altro Piccolo Incontro Letterario in quel di Belforte. Ho deciso subito che avrei scritto un racconto sullo spinoso argomento scelto, "qualcosa bolle in pentola", e a chi rivolgermi, se non a José? Mi sono resa conto che la mia immaginazione non crea storie, ma personaggi. È il personaggio che segue la storia; anche quando gli eventi lo travolgono, sono eventi che capitano a lui perché è lui. José e il suo amico Tico sono i miei personaggi, vanno a spasso nei miei paesaggi fantastici dando vita a mille situazioni. Se solo lo sapessero...
Perfezione
ritoccare la canzone
arrivare fino
all'imperfezione
da mero José
a impossibile João
dal blog Sambaquis, traduzione di rioro)
Esmero Retocar a canção
chegar até
a imperfeição
de mero josé
a impossível João
do blog Sambaquis)
-- in onore di tutti i compositori popolari, un samba bellissimo: kid cavaquinho, di João Bosco.
-- questo mese ho deciso di intraprendere un viaggio musicale con mia figlia attraverso il cinema. "Angel Rush" è uno dei film candidati (anche perché il piccolo protagonista è stato giudicato dalla mia bimba "proprio carino"). Qui il trailer, e qui una bella clip musicale.
-- continuando a parlare di cinema, la mia ultima recensione: "The Departed" di Martin Scorzese.
Hoje me sinto
Come mi sento oggi. Dopo una settimana difficile, in previsione di mesi difficili. Mi sento senza, oggi. Mi sento come quando non ho, soprattutto come quando non so. Non è paura, è mancanza. Io non ho, oggi. Come dice il poeta.
Non ho tempo
Io non ho tempo
io non so volare
i giorni passano come nuvole
in nuvole bianche
io non passerò
Io non ho paura
io non ho tempo
io non so volare
Io ho delle scarpe
ho delle scarpe bianche
Io ho un cavallo
ho un cavallo bianco
e un sorriso, un sorriso giallo
Io non ho paura
io non ho tempo
di ascoltarmi cantare
Io non ho paura
io non ho tempo
di guardarmi piangere
Io non ho paura
io non ho tempo
io non so volare
(Zeca Baleiro, testo di una canzone bellissima che vi consiglio di ascoltare. Andate sul suo sito ufficiale, entrate e in alto vi apparirà il juke box; cliccate sulla freccetta rossa volta verso il basso, si aprirà e vi permetterà di scegliere tra vari dischi, scegliete la seconda icona dei cd e cliccate sulla canzone numero 12. Vale la pena. Qui sotto inoltre trovate il testo in portoghese come sempre).
Não tenho tempo
Eu não tenho tempo
Eu não sei voar
Dias passam como nuvens
Em brancas nuvens
Eu não vou passar
Eu não tenho medo
Eu não tenho tempo
Eu não sei voar
Eu tenho um sapato
Eu tenho um sapato branco
Eu tenho um cavalo
Eu tenho um cavalo branco
E um riso e um riso amarelo
Eu não tenho medo
Eu não tenho tempo
De me ouvir cantar
Eu não tenho medo
Eu não tenho tempo
De me ver chorar
Eu não tenho medo
Eu não tenho tempo
Eu não sei voar
(Zeca Baleiro)
-- Vacanza
-- per tutti i fan dell'incredibile coppia Burton-Depp, è arrivato il trailer del loro ultimo lavoro insieme: Sweetney Todd. Inperdibile JD che canta, finalmente!
Voo
Ho voglia di volare in questi giorni. Non con l'aeroplano, ma per dono divino, un pò come Superman. Vorrei volare per andare a far compagnia alla mia amica sola in una città straniera; vorrei volare per andare a Rio de Janeiro a visitare la mia nuova casa; vorrei volare verso l'Africa a salutare il mio "amico ritrovato"; e volerei volentieri ad Avaré (Stato di São Paulo), per sentire il mio poeta cantare. Ah sì, come lo farei se potessi! E ieri sera sarei volentieri volata sulla luna, per fare una festa intergalattica insieme a tutti gli amici che improvvisamente mi sono trovata intorno e ai quali dedico questo piccolo blog. E dato che ieri sera c'erano tutti, tranne uno, lascio a lui la parola.
"Volo"
Avremo tutti il nostro corso di astronauta
E potremo volare
Come uccelli avidi di beccare i cacciatori
E ora che la normalità è sazia di follia
E il trattamento sanitario obbligatorio ha funzionato
Perché ci hanno fatto scendere?
Aspettiamo il prossimo vettore
Sicuramente un razzo o un angelo
Intanto continuo il viaggio a piedi
Seduto sulla panchina della stazione
(Graziano Grazzini)
-- la musica che sto ascoltando adesso: Zeca Baleiro, Lenha (traduzione in italiano qui)
-- il film che sto andando a vedere stasera (forse): Funeral Party
Venho
Parlavo in questi giorni con un'amica, riflettevamo sul "se ci fossimo incontrate prima", sul "ogni cosa ha il suo tempo". Probabilmente la verità è che ad un certo punto una persona arriva. Qualcuno che non hai mai visto, come un figlio, arriva quando meno te lo aspetti, o quando hai perso le speranze di incontrarlo. Qualcuno che hai visto per anni, un giorno arriva, lo vedi come per la prima volta, o lo vedi per quel giorno e basta. Qualcuno che credi di conoscere, arriva un giorno, ed è diverso, quel giorno è vero, lo vedi come è, o come vuoi vederlo, sinceramente. Le persone arrivano nel momento in cui è giusto che sia, o si mostrano nel momento inatteso. E se arrivano, si raccontano. Come me, su questo blog.
Banderuole
Vengo dall'antico Egitto,
dalle ombre, dagli infiniti,
da tormenti, maremoti, banderuole,
in fasciature di carne e sangue,
andando e venendo, come un boomerang.
Vengo dal manga, dalle chimere e dalle sfere fluttuanti sopra l'acqua,
uno degli elementi con cui mi reinvento nel Tempo.
Vengo da storie ben raccontate sopra profondità e facciate;
dall'immaginazione dei dementi e delle stelle più calde.
Vengo come serpente, come gente...
dipende.
Vengo come chi non vuole nulla perché ha tutto.
Vengo come colpo e come scudo.
vengo come ritornello di una canzone senza ritornello.
Vengo come il sì e come il no.
Vengo nel travestimento di me stesso.
Vengo senza testa, tronco o membro.
Mi mostro alla mia propria presenza costante,
alla tua..
Vengo come libri in uno scaffale.
Vengo quando voglio se non vogliono.
Vengo perché venire è il mio destino,
come infanzia, bambino e bambina.
Vengo dietro alla fragranza dei fiori e agli odori di sterco.
Non torno indietro
e non mi perdo.
(Archidy Picado Filho, traduzione di rioro)
Cata-ventos
Venho de antigos Egitos
Das sombras, dos infinitos,
Dos tormentos, maremotos, cata-ventos,
Em envoltórios de carne e sangue,
Indo e vindo, como um bumerangue.
Venho do mangue, das quimeras e das esferas flutuantes sobre a água,
Um dos elementos com que me reinvento no Tempo.
Venho de histórias bem contadas sobre profundidades e fachadas;
da imaginação dos dementes e das estrelas mais quentes.
Venho como cobras, como gente...
Depende.
Venho como quem não quer nada porque tem tudo.
Venho como porrada e como escudo.
Venho como o refrão de uma canção sem refrão.
Venho como o sim e como o não.
Venho nu travestido de mim mesmo.
Venho sem cabeça, tronco ou membro.
Desmembro-me a minha própria presença constante,
A tua...
Venho como livros numa estante.
Venho quando quero se não quiseres.
Venho porque vir é minha sina,
Como infância, menino e menina.
Venho atrás da fragrância das flores e os odores do esterco.
No caminho de volta
Eu não me perco.
( Archidy Picado Filho, via
-- lascio da queste parti anche un pezzettino di cielo...
-- e lascio alcune note di bossa nova, cantate da un'artista meravigliosa...
-- e lascio l'ispirazione che può dare un semplice foglio di carta...
Outros
Ho deciso di impiegare questa ormai già seconda metà di settembre all'abbandono del mio cronico egocentrismo, per dedicarmi agli altri. Parlo degli altri scrittori, poeti, amici e presenze che animano la mia vita di scrittrice/lettrice. Quindi apro la stanza degli ospiti, e spero che per ognuno di loro fermarsi qualche giorno in questa piccola casa sia un piacere. E inizio dal primo ospite, qualcuno che è stato così importante per me da poter dire con certezza che il nostro incontro ha rivoluzionato la mia vita. Non darò nome e cognome: solo un "grazie" che viene dal cuore.
CI VOLEVA UNA VACANZA
La storia la ricorda
come l'estate più calda del mondo.
Io me la ricordo
come una sconfitta.
La ricordo come un inferno,
quella terra asciutta e riarsa,
su cui mi tormentavo,
cercando di capire,
quando come e perchè,
un nome fa rima con timone
o solo con limone.
(settembre 2007)
-- questo ospite me lo voglio proprio coccolare: per questo le regalo immagini che potranno tirarle su il morale nei momenti più duri (non per l'argomento, ma per il bell'uomo)
-- in questi giorni sto vivendo una serie di agitazioni lavorative che non avevo mai provato prima. L'unica cosa che mi salva è il samba. Ogni tanto mi alzo e ballo. Unitevi a me, se vi va, e a tutta Rio de Janeiro: "Só danço Samba"
-- dal un passato lontano, sì lo ammetto lontano, è arrivato inaspettato, lo ammetto molto inaspettato, un ricordo. E qui lo lascio: Vienna
Lugares de verdade
L'altra sera, un pò per caso, un pò per gioco, mi sono messa a lavorare ad un nuovo spazio virtuale, conquistato grazie ad una occasionale iscrizione ad un sito. Così ho iniziato a chiedermi che posto sarebbe dovuto essere, che tipo di casa ci avrei fatto, come l'avrei arredato? Mi sono accorta di pensare a questo spazio su un server chissà dove nel mondo come ad un luogo, un posto, una casa. Una piccola isola, forse; una casa in campagna, dove andare solo per le vacanze. Dove aprendo i cassetti dei mobili impolverati si trovano oggetti e parole del passato. Un luogo vero, dove fare ciò che mi pare, e Senza Remore.
paradiso
nuovayorkino
moscovita
senza uscire dal bar
solo non mi alzo e vado via
perché ci sono paesi
che non arrivo nemmeno a madagascare
paraiso
novayorquizo
moscoviteio
sem sair do bar
só não levanto e vou embora
porque tem países
que eu nem chego a madagascar
-- così, ci sono luoghi virtuali che si vivono come se fossero reali, e luoghi reali che sembrano usciti dalla favole. Come Raposa, in Marañhao.
-- e ci sono luoghi in cui le note prendono vita, e diventano immortali. Come il "morro", le favelas brasiliane in cui sono nati tutti i più grandi sambisti, tra cui anche il mio preferito, Noel Rosa, qui cantato da Cristina Buarque, sorella del grande Chico.
Coisas de praia
Ero in spiaggia, o meglio su uno scoglio, e leggevo. Una signora ciarliera mi chiede "che cosa legge?". Io parto in quarta: "sto leggendo un autore brasiliano, João Giumaraes Rosa, che ha scritto uno dei più importanti romanzi della letteratura brasiliana..." e sto per continuare, ma la signora mi stoppa subito: "leggere i latino-americani ormai è una moda". Mi fermo a pensare, ma non ci resto molto perché la mia interlocutrice continua: "ho anche un'amica che scrive...tutti scrivono ormai. Che poi è come quando scrivi le poesie d'amore da adolescente, poi le donne ricominciano a scrivere quando arrivano alla menopausa...Se almeno dovessi solo leggerla...ma quando la devo pure ascoltare...". Lo ammetto, non solo scrivevo poesie (ma non d'amore) da adolescente, ho anche ripreso a scrivere in un'età sospetta (la fine dei 30...), e in più ogni mese declamo i miei scritti alla platea dei Piccoli Incontri Letterari, tanto per mettere la cigliegina sulla torta. Non posso dirvi quanto mi sono sentita fiera di me, in quel momento.
tutti noi
abbiamo i nostri problemi
alcuni maggiori
alcuni minori - disse
notte nera nero giorno
un principe nero e la sua voce
annunci presagi chissà
nere profezie
senza amore senza dolore senza timore
e non aspetto neanche un segnale
ostia divisa
tribù disfatta (segnale nel vento)
appena danzo e vedo
danzo e vedo
ping pong patetico
nessun abbraccio in questa estate (segnale dei tempi)
un telefono un numero s.o.s.
un minuscolo vuoto
tra un lato e l'altro
dello stesso filo
(ademir assunção, traduzione di rioro)
todos nós
temos nossos problemas
alguns maiores
alguns menores — ele disse
noite negra negro dia
um príncipe negro e sua voz
anúncios presságios quem sabe
negras profecias
sem amor sem dor sem temor
também não espero um sinal
hóstia partida
tribo desfeita (sinal no vento)
apenas danço e vejo
danço e vejo
ping pong patético
nenhum abraço nesse estio (sinal dos tempos)
um telefone um número s.o.s.
um minúsculo vazio
entre um lado e o outro
do mesmo fio
-- una cantante che ho scoperto da poco, con una voce che permette varie incursioni, l'ho trovata per caso mentre canta una canzone che definirei popolare (ma potrei sbagliarmi). Adriana Deffenti
Quinta
Leggo una poesia che parla di giovedì (quinta-feira in portoghese), scrivo una poesia che parla di un poeta, tutto sembra lieve, sono completamente nelle mani della mia pigrizia, del caldo, del conforto della mia casa. Mi faccio portare dovunque dal mio computer, musica, immagini, parole. Insomma, sono creativamente improduttiva. Sarà per questo che mi sento leggera?
mi butterò da dove già caddi
mi tufferò dall'alto su cui sono salita
celebrerò
la mia maniera d'essere
questa luce che ha iniziato a nascere
quando quella di dietro si è spenta...
è tutto nuovo di nuovo!
(Gua Maia, traduzione di rioro)
vou me jogar d'onde já cai
vou mergulhar do alto onde subi
vou celebrar
a própria maneira de ser
essa luz que acabou de nascer
quando aquela de trás apagou...
é tudo novo de novo!
-- e davvero, per leggerezza, è impossibile non ridere di emozione davanti a una musica così. Che il samba sia con voi.
Tenho que ir
Sono di passaggio, lascio la barca e approdo a casa, che è un porto di mare molto più di quello tranquillo e sicuro che ospita le mie vacanze. Quando mi sento in movimento mi vengono sempre in mente le parole di un samba, uno dei più classici, uno dei più belli. Perché il samba è una grande musica? perché è scritto da poeti...(e intanto mi riavvio verso il mare).
-- il samba che qui traduco (con ben poco stile) è famosissimo, scritto da un sambista di Rio de Janeiro che si chiamava Candeia, ed è stato cantato da tutti i più grandi interpreti, in tutte le versioni possibili: la più famosa è quella cantata da Cartola, ho trovato un'altra versione più orchestrata, l'altra versione famosissima è quella di Marisa Monte.
INCONTRARMI
Lasciami devo andare,
vado di là a cercare,
ridere per non piangere
Voglio assistere al sole che nasce,
vedere le acque del fiume correre,
ascoltare gli uccelli cantare,
voglio nascere voglio vivere
Lasciami devo andare,
vado di là a cercare,
ridere per non piangere
Se venisse qualcuno a chiedere
digli che tornerò soltanto
dopo che mi sarò incontrato...
(Candeia, povera traduzione di rioro)
PRECISO ME ENCONTRAR
Deixe-me ir preciso andar,
vou por aí a procurar,
rir pra não chorar
Quero assistir o sol nascer,
ver as aguas dos rios correr,
ouvir o passaros cantar,
eu quero nascer quero viver...
Deixe-me ir preciso andar,
vou por aih a procurar,
rir pra não chorar
Se alguem for vir perguntar
diga que eu só vou voltar
depois que eu me encontrar...
(Candeia)
-- aspettando di incontrarmi, faccio magici incontri nel mare.
-- se avete voglia di farvi un giro tra alcuni libri che ho letto e film che ho visto di recente, lista e recensioni qui
Passagem
Non lo so scrivere, nemmeno dire, ma credo che sia un passaggio, un ponte, un pensiero che si evolve; credo che sia un burrone, un vuoto, un nulla che puoi solo saltare; fermarsi diventa un'opzione che non consideri, perché dovresti? Andare è bello, riempie, travolge, a tratti sconforta. Ma rassicura, quando lo fai guidando l'auto, facendo la doccia o scrivendo (di nascosto) meravigliose sciocchezze. Passo, muto: vado e torno, rimango, mi muovo. E sto ferma.
Quando penso che una parola
può mutare tutto
non resto muto
muto
quando penso che un passo
scopra il mondo
non fermo il passo
passo
e mentre passo e muto
un nuovo mondo nasce
nella parola che penso.
(Alice Ruiz, traduzione di rioro, via Guia Maia)
Quando penso que uma palavra
pode mudar tudo
não fico mudo
mudo
quando penso que um passo
descobre o mundo
não paro o passo
passo
e assim que passo e mudo
um novo mundo nasce
na palavra que penso
(Alice Ruiz)
-- per passaggi alquanto traversi sono arrivata a questo brano di sana musica americana, i cui suoni mi hanno riportato indietro verso un indimenticabile viaggio. Sheryl Crow & Eric Clapton - Run Baby Run
Inutil
La mia giornata prende pieghe strane. Passo nel quotidiano, raccolgo le forze per il prossimo impegno, non importa se piccolo o grande, in fondo sono tutti piccoli. Poi apro una tasca e tutto diventa più chiaro, si allegerisce e di botto non è poi così importante quello che devo fare, ci sono cose che non possono aspettare, come perder tempo, ridere, leggere e scrivere brillanti, acute e infinite sciocchezze. Credo che ne valga la pena, il mio continuo scavare nelle facezie, nelle inutilità della giornata. I momenti inutili sono i migliori, e sento di meritarmeli.
è un continuo scansare
evito con accortezza
pensieri ed azioni
per dimenticarli di notte
sogno
pirati, isole
amori impossibili
la pigrizia
è la mia bandiera
ma devo nasconderla
non c’è rispetto
per i pigri
in questo mondo.
(rioro)
-- per i miei carissimi lettori, un momento inutile assolutamente sublime: Yamandu Costa, genio della chitarra a 7 corde, che suona uno dei più famosi choro di Pixiguinha, mentre l'intero teatro canta. Meraviglioso.
Sorrir
Oggi voglio sorridere. Almeno provarci! A venirmi incontro, come spesso accade nel mio mondo tecnologico, pezzetti di scritti, opere e immagini di altri in cui mi rivedo. Ecco cosa mi ha fatto sorridere, oggi:
> una email con foto di un mio vecchio amico che in tanti anni non è cambiato per niente! Come rivedere il passato, ma sorridente;
> il poeta più poeta che conosco, ad illuminarmi il cammino di questa giornata con bellissime parole di nonno;
> l'incontro con poche righe trovate in uno dei blog che quando posso frequento, quello di Vitor Freire, in cui mi sono riflessa, per le quali ho sorriso:
Disordine - Ogni tanto ritorno al luogo del dolore solo per sapere se è tutto a posto. Odio vedere la mia disgrazia in disordine.
Desordem - De vez em quando retorno ao lugar da dor apenas para saber se está tudo no lugar. Odeio ver minha desgraça bagunçada.
Conservato nella voce di lei
Tu per la strada sei la mia firma
La tua allegria, la mia calligrafia
Il tuo modo, il mio testo
La tua figura, la mia scrittura
La tua aria assente, le mie reticenze
tutto insieme, il mio argomento.
(Abel Silva, traduzione di rioro)
guardado na voz dela
> e infine, un bellissimo samba che non conoscevo, cantato da una cantante che conosco insieme con un sambista molto importante: Roberta Sá e Germano Mathias
> W i sorrisi gratis per tutti!
O mundo não é magico
Voelvo scrivere altro, stamattina. Volevo uscire dalla tristezza che questa settimana mi ha preso così profondamente. Avevo molte cose in mente, allegre, speranzose, verso un sorridente futuro. Ma in questi giorni ho imparato alcune cose, su me stessa e sul mondo. Che non è magico, ad esempio. Che non puoi chiudere gli occhi e pensare: voglio che torni tutto come prima. Non è un lego, che monti, smonti e rimonti. Sembra banale, ma per chi vive come me, nella sua bella casa, con una bella figlia, il marito che la sostiene, i cani che l'adorano, la famiglia che l'accompagna, alcuni carissimi amici che l'ascoltano, è facile non sentire dolore. Nella mia meravigliosa vita ho dimenticato spesso di guardarmi intorno. Credo che scriverò di questo, stamattina. Non è allegro, né speranzoso, e ancor meno verso un sorridente futuro. Ma.
* la traduzione non è delle più facili, quindi mi sono concessa qualche piccola libertà.
Quel ragazzo, sopravvive come comanda il giorno per giorno;
è in corsa, come vive la maggioranza,
nero dalla nascita scuro di sole,
voglio vederli lì come nel calcio,
uscire dalla strada è la meta finale
vivere salendo, senza avere il male nella mente,
ha l'istinto, che gli ha dato la libertà;
ha la malizia, che gli ha dato ogni angolo,
conosce puttane, trafficanti ladri, tutta la razza
una coppia di allucinazioni e non si è mai allibito,
ha più fiducia in loro che nella polizia,
chi è che ha fiducia nella polizia, non sono mica scemo,
arriva la notte, e anche il freddo senza ritardo,
e la pietra il consumo aumenta ogni ora,
per riscaldare o per dimenticare, viziarsi,
deve essere per addormentarsi, per sognare,
viaggiare nella paranoia dell'oscurità;
un poco fondo di melma, più un fratello,
non vuole crescere, essere un fuggitivo del passato,
vergognarsi senza essere arrivato ai 25 anni,
vorrebbe che dio ascoltasse la mia voce
e trasformasse questo nel mondo magico di oz...
Aquele moleque, sobrevive como manda o dia a dia,
tá na correria, como vive a maioria,
preto desde nascença escuro de sol,
eu to pra ver alí igual no futebol,
sair um dia das ruas é a meta final
viver descente, sem ter na mente o mal,
tem o instinto, que a liberdade deu,
tem a malicia, que a cada esquina deu,
conhece puta, traficante ladrão, toda raça
uma par de aluscinado e nunca embaçô,
Confia neles mais do que na polícia,
quem confia em polícia, eu não sou louco,
a noite chega, e o frio também sem demora,
e a pedra o consumo aumenta a cada hora,
pra aquecer ou pra esquecer, viciar,
deve ser pra se adormecer, pra sonhar,
viajar na paranoia na escuridão,
um poço fundo de lama, mais um irmão,
não quer crescer, ser fugitivo do passado,
envergonhar sem aos 25 ter chegado,
queria que deus ouvisse a minha voz
e transformasse aqui no mundo mágico de oz..."
Racionais Mc's
O passado quer passar devagar
Passa lento il passato, in questi giorni. Passa davanti ai miei occhi, in immagini, suoni, persone. Passa in una foto degli anni '50, che mi strappa un sorriso, passando. Passa nel suono della radio, che mi riporta due canzioni che ho tanto, ma proprio tanto, cantato nella mia adolescenza. Passa negli occhi scuri e sempre giovani di qualcuno che non pensavo di rivedere mai più, e solo per un caso fortuito quanto magico mi sono trovata davanti, e il mio cuore ha avuto un sussulto. Sussulto di un passato che, seppure minimo, non si può dimenticare. E ripassa, ogni tanto.
PER UNA FOTO DI RICHARD
Diranno di noi
- che belli che erano! –
guardando vecchie
fotografie?
Non penso
Non lo siamo mai stati
Dannati
Nemmeno
E già sento il passato
Passare
Ma non per rimpianto
Che più bella
Non ero
O più brillante
O felice
Ero solo più indietro
Nascente
-- I due brani che mi hanno riportato al passato: Pink Floyd "Wish you were here" -- Francesco de Gregori, "Rimmel"
-- Sapete dov'è Niccioleta, e cosa vi è accaduto in passato? Un passato che è passato troppo in fretta, e vuole essere ricordato. Grazie, Carlo, felice di incontrati in questo mondo!
-- Il passato vive anche a Lapa, anzi è più vivo che mai, grazie al samba, allo choro, e alla gente di Rio de Janeiro.
Adolescência
E va bene, lo ammetto: sono in piena crisi adolescenziale. Primo, mi è venuta una specie di influenza, non proprio forte, nè veramente preoccupante, ma in tutto simile a quel senso di spossatezza che usavo da ragazzina come scusa per evitare la scuola (accadeva raremente, ma accadeva). Secondo, sto leggendo un libro davvero curioso (sebbene "curioso" non sia aggettivo adatto a descrivere il suo autore, Musil), "Il Giovane Torless". Una storia di adolescenza, quel momento complicato e rivelatore in cui iniziamo a prendere coscienza dei nostri vari aspetti interiori. Più vado avanti nel racconto stranamente avvincente, più mi convinco che sono io, eccomi là tra le pagine (normale delirio di egocentrismo) travolta dai miei moti adolescenziali. Ma non è che senta di non essere mai cresciuta: piuttosto mi sembra che sto crescendo al contrario. E per questo ringrazio questo cielo di tempesta fuori dalla mia finestra.
VECCHIA FATTORIA*
La casa era per qui...
Dove? La cerco e non la trovo.
Odo una voce che avevo dimenticato:
è la voce di questo stesso ruscello.
Ah quanto tempo è passato!
(Furono più di cinquanta anni.)
Tanti che ha portato la morte!
(E la vita...i nostri disinganni...)
L'usura ha fatto tabula rasa
Della vecchia fattoria triste:
non esiste più la casa...
- Ma il bambino esiste ancora.
(Manuel Bandeira, traduzione di rioro)
* la chácara è una casa di vacanze, normalmente con un parco, un pezzo di fiume, alcune coltivazioni. "Fattoria" mi sembrava la parola più giusta, ma se avete suggerimenti saranno accolti.
VELHA CHÁCARA
A casa era por aqui...
Onde? Procuro-a e não acho.
Ouço uma voz que esqueci:
É a voz deste mesmo riacho.
Ah quanto tempo passou!
(Foram mais de cinqüenta anos.)
Tantos que a morte levou!
(E a vida... nos desenganos...)
A usura fez tábua rasa
Da velha chácara triste:
Não existe mais a casa...
- Mas o menino ainda existe.
(Manuel Bandeira)
-- mi tuffo nell'adolescenza anche attraverso la musica, grazie ai pirati e a mia figlia curiosa di tutto. Chi di voi ricorda Il Rock di Capitan Uncino?
--Benvenuti a tutti i nuovi arrivati nei commenti dell'ultimo post. Alla figlia di un caro poeta, all'appasionata di Zeca Baleiro, a tutti gli altri. Benvindos para todos os amigos! Grazie grazie grazie Obrigada obrigada obrigada
Migalhas
Non so cosa sta accadendo alla mia vita quotidiana, fatto è che le mie ore diminuiscono e gli impegni, piccoli e grandi, aumentano. Così, finisco per sentirmi un pò uccellino, volando ininterrottamente da un argomento all'altro, e fermandomi solo per raccogliere bricioline necessarie per sfamarmi. Quindi briciole lascio su questo blog oggi, mentre le rondini fuori dalla mia finestra ridono di me.
-- briciole di Fernando Pessoa, mio maestro e musa:
"solo nel silenzio circondato dal suono brusco del mare
voglio dormire tranquillo, senza desiderare nulla,
voglio dormire nella distanza di un essere che non fu mai suo,
toccato dall'aria senza profumo della brezza di qualsiasi cielo"
"só, no silêncio cercado pelo som brusco do mar,
quero dormir sossegado, sem nada que desejar,
quero dormir na distância de um ser que nunca foi seu,
tocado do ar fragrância de qualquer céu"
--briciole di Manoel de Barros, lette velocemente su una rivista comprata nell'ultimo viaggio in Brasile e solo sfogliata (per adesso):
"Scrivere assurdità fa causa alla poesia.
Io dico e scrivo assurdità.
Mi sento emancipato"
"Escrever em absurdez faz causa para poesia.
Eu falo e escrevo absurdez.
Me sinto emancipado"
-- briciole di musica del mio poeta, con una canzone (il cui testo ho tradotto già molto tempo fa, ed è di una bravissima poetessa brasiliana, Alice Ruiz) ascoltata in macchina con mia figlia che cantava: "Quase Nada". Il video è ambientato nei Lençois Maranhenses, uno dei luoghi più belli della terra, dove prima o poi arriverò
-- briciole di Brasilia di notte
-- briciole di bellissima frutta brasiliana
-- briciole di un film molto carino che ho visto la settimana scorsa, "Ogni cosa è illuminata". L'olocausto raccontato con poesia e ironia.
-- e briciole di pirati che andrò a vedere al cinema stasera (e stanotte sognerò).
Comoção
Radici, qualche minuto fa mi è venuta in mente questa parola, quando dalla radio mi è arrivata una musica, e mia figlia mi ha chiesto di alzare il volume. La musica mi ha catapultato indietro in un tempo in cui non avevo idea di ciò che mi sarebbe capitato nella vita: ogni più segreta nota dentro il mio cuore si è mossa e mi ha commosso.
Mi sono molto commossa anche qualche giorno fa, quando ho ricevuto un messaggio bellissimo da uno sconosciuto; in realtà il messaggio era rivolto ad Manoel de Barros, autore del testo che ho scelto come mio ritratto. Però ho capito che la mia passione per questo blog che, ultimamente a pezzi e a bocconi , cerco indefessa di portare avanti, ha un senso non solo per me, ma anche per chi legge. Almeno per qualcuno.
E mi sono commossa anche quando un poeta mi ha sussurrato (via mail) che mi ha pensato, nonostante non si fosse fatto il mio nome...Conoscenze che mi commuovono, a cui dedico questi versi che seguono, scusandomi se forse la traduzione non è proprio perfetta, e mi sono inventata qualche parola. Spero però di rendere l'idea di quando mi commuovano e mi diano gioia questi incontri superficiali, sembra, eppure profondi.
ONDA
L'ho conociuto all'Arpoador*
ragazzo versatile, gradevole,
ladro, sviatore
di sogni, ninfe e rapsodie.
Mi ha raccontato fatti e menzogne
del tutto indescricabili:
io tutto ascolto, tatto, vista,
e pietre, soli, desideri, mari.
Ci siamo dati del "fico"
e ci siamo promessi la vita:
gli ho comprato un gelato al mango
e lui mi ha dato un bacio di lingua
e ho immerso lì il fiore
dell'onda, ubriaco di amore.
(Antonio Cicero, molto libera traduzione di rioro)
*Promontorio tra la spiaggia di Copacabana e quella di Ipanema, a Rio de Janeiro
Alcune immagini: vista classica, la pietra, tramonto, bambini.
Conheci-o no Arpoador
garoto versátil, gostoso,
ladrão, desencaminhador
de sonhos, ninfas e rapsodos.
Contou-me feitos e mentiras
indeslindáveis por demais:
eu todo ouvidos, tatos, vistas,
e pedras, sóis, desejos, mares.
E nos chamamos de bacanas
e prometemo-nos a vida:
Comprei-lhe um picolé de manga
e deu-me ele um beijo de língua
e mergulhei ali à flor
da onda, bêbado de amor.
(Antonio Cicero)
-- Un'altra finestra si è aperta ai miei occhi durante il mio ultimo viaggio.
-- Avevo iniziato dalla musica però: quella che ha incantato mia figlia, e la versione originale che in passato, e tuttora, incanta me: "Burning down the house" dei Talking Heads.
Bagunça, Musica e Paraiso
Bagunça>> Sono di nuovo alle prese con l'organizzazione di un viaggio, in Brasile, ovviamente. Per lavoro, sembrerebbe. Sono qui che tento in maniera un pò disperata un pò divertita di organizzare il mio tempo. Organizzare non è mai stato il mio forte: in generale, potrei dire che non amo organizzare, pianificare, fare ordine, mettere in chiaro. La mia vita è una gran confusione, davvero. La mia casa lo è di più. I miei documenti di lavoro...lasciamo perdere. Eppure, da questa confusione escono piccole gioie, come dischi rimasti sotto una pila di altre cose, che ad ascoltarli un po più attentamente, regalano sorrisi, o ricordi di musiche lontane eppure ancora emozionanti. Quindi con convinzione affermo: viva la confusione!
CONFUSIONE
Se addirittura il crimine è organizzato
perché la mia vita è una confusione?
Sembra persino che mi stia trasferendo
e abbia lasciato la mia testa nel camion, non si può fare...
Se gli utili della mia banca hanno registrato il record dell'anno
perché la mia assicurazione non copre il ricovero?
Se dicono che il servizio è infomatizzato
perché la fila si allunga per tutto il quartiere?
Se ho internet e anche tu lo hai
perché la nostra connessione cade in continuazione?
Dov'è la chiave dell'appartamento,
dove sta il denaro per pagare la bolletta?
Se il guardaroba si è rotto
quanto tempo ho per sistemare il cuore? Non va bene...
Se qualsiasi operaio può diventare presidente
perché il presidente non diventa pedina?
Se tutto oggi deve essere riciclato
perché non si ricicla il conto della mia carta di credito?
Se vado antennato, quasi globalizzato
perché quando ti vedo faccio confusione?
(divertente samba di Paulo Padilha, liberamente tradotto da rioro)
BAGUNÇA
Se até o crime tá organizado
por que é que a minha vida tá uma bagunça?
Até parece que eu tô de mudança
e deixei a cabeça lá no caminhão, não da não
Se o lucro do meu banco é recorde no ano
por que é que o meu plano não cobre internação?
Se dizem que o serviço é informatizado
Por que é que a fila tá virando quarteirão?
Se eu tenho internet e você também tem
pro que vive caindo nossa conexão?
Cadê a chave do apartamento,
onde é que tá o dinhero pra pagar a conta?
Se o guarda-roupa tá desarrumado
que tempo eu tenho pra arrumar o coração? Não da não
Se todo operário pode ser presidente
por que é que presidente não vira peão?
Se tudo hoje em dia deve ser reciclado
por que não se recicla o saldo do meu cartão?
Se ando antenado, quase globalizado
por que quando te vejo vira uma bagunça?
(Paulo Padilha, do cd "Descolado Samba")
Musica>> Paulo Padilha in un mix dei suoi samba, con assolutamente imperdibili bellissimi passi di samba. Ballate, gente!
Paraiso>>Ma in questo momento...vorrei essere in paradiso. "Paradiso è un posto in cui non accade mai nulla...è difficile credere che tutto questo niente possa essere tanto eccitante, tanto divertente...". Una musica che amo, amo molto, che oggi si è fatta strada nella confusione della mia testa, e mi ha portato indietro nel tempo (dato che sto crescendo bambina...), fino al mio gruppo americano preferito dell'adolescenza, i Talking Heads. Permettetemi di regalarvi un pizzico di. Heaven.
Tempo
Ieri qui a Radicondoli è stato inaugurato il teatro. Durante la cerimonia, sono state lette alcune storie di donne. In una di queste, Isabel Allende parlava degli anni che passano quasi senza che ce ne accorgiamo. "Dentro di me ho ancora trent'anni". Il tempo è una strana cosa, questo si sa. Anche io mi sento ancora bambina, anzi, paradossalmente più vado avanti con l'età più divento bambina dentro, con tutti i piccoli fanatismi, la voglia di impormi, il desiderio di essere al centro dell'attenzione. Forse anche per questo ho questo blog, per farmi notare. Perdonatemi! E' solo perchè sto diventando bambina...
L'amore di Dudu nelle Acque
Mi sto trasformando in una bambina
che sembra una donnina
con tutto l'aspetto
della maturità
ma anche così mi sento partorita adesso
tenera, mela nuova
nuova Eva nuovo peccato.
Tutto gira ed io rinasco bambina
vestito corto nell'anima dentro...
Lascio nel mare i vecchi ornamenti
la vecchia cristalliera; i vecchi vizi
le tristezze caduche.
Nasce la donna-bambina che si ama
con acqua nel ventre e nello sguardo.
Nasce la Doudou delle acque.
(Elisa Lucinda, traduzione di rioro)
O Amor de Dudu nas Águas
Estou virando uma menina
tornada mulherinha
com tanta coleirinha
de maturidade
ainda assim me sinto parida agora
tenra, maçã nova
nova Eva novo pecado.
Tudo gira e eu renasço menina
vestido curto na alma de dentro...
Deixo no mar os velhos adereços
a velha cristaleira, os velhos vícios
as caducas mágoas.
Nasce a mulher-menina de se amar
com água no ventre e no olhar.
Nasce a Doudou das Águas.
(Elisa Lucinda)
Il tempo che passa, passa meglio se è al ritmo di samba. Una mia foto di una donna che ha il samba nel sangue, Teresa Cristina. Per sentirla cantare, ecco un piccolo video.
Homens
Che il mio alter-ego fosse un uomo, questo l'ho sempre saputo. Con gli uomini mi sento molto più rilassata: le donne mi mettono sempre un pò in agitazione. Comunque, non volevo parlare di questo, ma del fatto che finalmente l'ho trovato. Il mio alter-ego letterario. Se in un libro cerco sempre qualcosa che riguardi me, in questo ho trovato l'intera storia, e il suo progatonista. Che poi è l'autore, David Sedaris, un signore della mia età, con molte caratteristiche in comune con il mio ego. Non dirò di più, altrimenti questa recensione diventerebbe troppo personale: "Me parlare bello un giorno" racconta avventure e disavventure di un ragazzo che diventa adulto, di un uomo innamorato di qualcuno decisamente superiore a lui (ma umano, almeno), di una persona che lascia il suo paese per trascorrere del tempo in un luogo diverso del quale non conosce la lingua (da cui il titolo). Così procede, un pò a tentoni, rincorso da imbarazzanti e ridicoli ricordi di famiglia, in un'atmosfera allegra ma disincantata, in cui lui stesso è sempre un passo indietro, ma non si lascia intimorire: andiamo avanti, miei prodi! Così Sedaris è diventato un fenomeno letterario negli Stati Uniti, un Hornby americano, un pò meno sicuro di se stesso, un pò più cinico. E molto divertente. Come vorrei essere io.
Continuando a parlare di libri: le mie prossime letture di primavera.
Passando a parlare di cinema (e di begl'uomini, ah gli uomini...) il trailer del film "Martian Child" (in inlgese), un film che sarà causa di mie lacrime e sorrisi, e sbalzi ormonali data la presenza di uno dei miei quarantenni preferiti, John Cusack.
Passando quindi, per chiudere, alla musica, sto pensando di regalare Marisa Monte ad un poeta. Il video non è granché ma il brano secondo me è molto bello. Godetevelo!
Dos Poetas
Uno dei sogni della mia vita è sempre stato quello di incontrare un poeta. Da bambina sognavo di ritrovarmi in un circolo di poeti bohemien, frequentando fumosi bar in cui scambiarsi profonde considerazioni sulla vita. L'unico circolo che sono riuscita a frequentare, negli anni universitari, non era fumoso perché non era permesso fumare, non si svolgeva in un bar ma in una spoglia stanzetta per di più gelata d'inverno, e le considerazioni filosofiche lasciavano il passo a più pratiche questioni di sopravvivenza (in questo sì, eravamo bohemien).
Oggi, per caso, o magia, o chissà che, mi trovo circondata di poeti. E tutti, consapevolmente o meno, mi fanno regali che non sono solo versi, ma soprattutto parole, racconti, sguardi, a volte.
Ai poeti che, spero, sono felici di farmi felice, dedico uno dei samba più belli e più famosi che siano mai stati scritti. Lo potete anche ascoltare (se ci riuscite), e vedere nella versione di uno dei miei gruppi di samba preferiti (verisone un pò più movimentata) oppure in quella di uno dei suoi due autori (versione più classica). Per voi, poeti!
PIANTO DI POETA
In Mangueira
quando muore
un poeta
tutti piangono
Vivo tranquillo in Mangueira perché
so che qualcuno piangerà quando morirò
Ma il pianto in Mangueira è molto diverso
è un pianto senza fazzoletto, che rallegra la gente
Devi avere qualcuno che pianga con te
attraverso un pandeiro* e un tamburello.
(Nelson Cavaquinho e Giullerme de Brito, traduzione di rioro)
*tipo particolare di tamburello, molto usato nel samba.
PRANTO DE POETA
Em Mangueira
Quando morre um poeta
Todos choram
Vivo tranquilo em Mangueira porque
Sei que alguém há de chorar quando eu morrer
Mas o pranto em Mangueira é tão diferente
É um pranto sem lenço
Que alegra a gente
Hei de Ter um alguém
Pra chorar por mim
Através de um pandeiro e de um tamborim
(Nelson Cavaquinho e Giullerme de Brito)
Coisas do Mexico
Adoro il Messico. È stata la mia porta sull'America Latina. La prima cosa che ho visto di questo continente è stata l'immensa distesa di case di Città del Messico. Il più bel viaggio in macchina di tutta la mia vita è stato per il Messico. I siti archeologici più belli che ho visitato sono in Messico. Insomma, adoro il Messico. Però non mi sono mai molto impegnata nel leggerlo. Così, colta da un attacco di immodestia, ho deciso di partire da un romanzo messicano che è considerato un capolavoro della letteratura latino-americana: "Pedro Paramo", di Juan Rulfo.
Non mi piace ammetterlo, ma non mi ha entusiasmato. È un racconto molto messicano, in cui vita e morte si intrecciano indissolubilmente. È un libro poetico, dove luoghi, odori, rumori sono descritti quasi da sentirli là, dove sono. Tutto nel libro è perfetto. Mi sono quindi convinta che il problema non è del libro, è mio!
È che quando penso alla morte, preferisco immaginarmela con gli scheletri che ballano di Tim Burton, piuttosto che con dei corpi che sottoterra continuano a soffrire. È che la storia in fondo è semplice, lineare, ma animata da una moltitudine di personaggi di cui perdi e riprendi le tracce un pò troppo spesso per la mia bassa soglia di attenzione. Ed è perché le descrizioni del mondo in cui la storia si dipana sono talmente belle e poetiche, che forse potevano diventare poesia, e non solo rimanere contorno del racconto.
Questi sono i miei dubbi su questo intenso libro del Messico: ho peccato d'immodestia, lo confesso..
Outras coisas
Rimandendo in AL, il mio viaggio in immagini continua, di notte.
E se proprio ieri sera affermavo senza troppo pensarci su che non ascolto la musica italiana, in realtà qualche eccezione c'è: uno strano pezzo (e video) di Luca Faggella.
Perfumes
In questi giorni, sto lavorando a diversi progetti, ideando diversi scenari, immaginando diversi futuri. Sono multipla, in questi giorni. Sono parallela, annusando molte piste, cercando di capire quali siano le migliori. Mi sento molto un cane da tartufo, mi sembro molto il mio cane maschio quando sente profumo di cibo e inizia a rovistare l'aria in cerca della fonte magica da cui proviene.
Ecco, sento tanti profumi nell'aria, in questi giorni, e rischio di essere un pò dispersiva, superficiale. Perdonatemi se così è, in effetti, anche in questo post. Il profumo di poesia mi porta ad un autore che non conoscevo, ma che mi sembra valga la pena di conoscere, ed è portoghese, non brasiliano come sempre. Profumo di nuove terre? può darsi, ma il profumo di Rio de Janeiro è quello di una natura bellissima, e anche il samba ha quell'odore di gioia che mi agita dentro. Vogliamo parlare poi del profumo di una casa di samba dove si suona Noel Rosa? E la musica di due chitarre non ha forse il profumo di un sensuale piacere? Ed infine, solo per gioco, il profumo di un film nel fine settimana. Baci e profumo a tutti voi.
DESERTO
Non c'erano lampade, barche, silenziosi
fiori di mandorlo.
Non c'era nulla.
È la tua patria,
sentii dire una volta, dal fondo della scala di pietra.
Sussultai.
Risposi, serrando i pugni,
dando le spalle,
io non sono di qui.
Sono del mare.
Sono delle buganvillee,
delle isole dell'inizio del mondo.
(José Agostinho Baptista, traduzione di rioro)
DESERTO
Não havia lâmpadas, barcos, silenciosas
flores de amendoeira.
Não havia nada.
É a tua pátria,
ouvi dizer uma voz, ao fundo da escada de pedra.
Sobressaltei-me.
Respondi, cerrando os punhos,
voltando as costas,
eu não sou de aqui.
Sou do mar.
Sou das buganvílias,
das ilhas do amanhecer do mundo.
(José Agostinho Baptista)
Solo per dire che su Scrive.it ho segnalato il nuovo disco di Zeca Baleiro : Baladas do Asfalto e outros blues (ao vivo)
E salutare, ovviamente, al ritmo del mio poeta.
a alma é o segredo do negócio
[zeca baleiro]