diario di bottega

martedì, giugno 02, 2009

La misura del tempo (di João Paulo Cuenca)

Ogni secondo nascono 4,1 esseri umani e muoiono 1,8 esseri umani. C'è un saldo positivo di 2,3 esseri umani per secondo.

Disegna un cronometro su un foglio di carta e smontalo. Dopo, pensa a questo:

Se il tempo fosse contato dal saldo tra gli esseri umani che sbarcano e atterrano in questo mondo, ogni minuto sarebbe composto da 138 esseri umani e un'ora da 8.280 esseri umani. Un giorno,  198.720 esseri umani. A fini pratici, le migliaia sarebbero abbreviate, e la ventriquattresima ora del giorno segnerebbe 198,72 MEU (Mille Esseri Umani)

Questo prima di girare l'ampolla di gente e tempo, dando inizio ad un nuovo giorno, e ad altri 198,72 MEU. Gli orologi sarebbero adattati per segnare da 0 a 198 MEU. Mezzogiorno, ad esempio, sarebbe 99,36 MEU. Sei del pomeriggio: 149,04 MEU. Otto e mezza della sera, 169,74 MEU.

Con il cronometro smontato sul tavolo, pensa ai seguenti numeri:

Hanno già vissuto sul pianeta 90 miliardi di esseri umani. Per quanto il saldo tra chi nasce e chi muore sia positivo per ogni secondo, la proporzione tra i morti e i vivi ancora è approssimatamente 13 a uno. Abbiamo, ognuno di noi, 13 morti sulle spalle. Viviamo sopra fantasmi impilati uno sull'altro.

La proporzione tra noi e altri animali sotterranei, i topi, è poco minore: 10 per ogni essere umano - ogni giorno nascono quattro milioni di topi, molto meno dei 198 MEU. Ci sono più insetti, comunque: duecento milioni per capita, un milione solo di formiche. E ancora, ampliando con leggerezza lo scopo: per ogni essere umano, 69 soli nella Via Lattea e nove galassie nell'Universo.

E, per ogni galassia, mille soli perduti. Novemila soli senza nome sono tuoi e sono miei.

O, per dirla meglio, i miei non sono i tuoi.

Un certo giorno, dopo aver cancellato tutti questi dati inutili dalla tua testa, può darsi che ti svegli da un sogno pieno di episodi molto dettagliati con una certa persona del tuo passato o  futuro - che nei sogni significano rigorosamente la stessa cosa. Avrai quindi l'impulso di scriverlo o, almeno, fissarlo nella memoria.

Ma, nell'aprire gli occhi e percepire le linee che la tenda imprime sul soffitto della stanza, il lato del libro dimenticato sul comodino o la persona che ti dorme accanto, ti dimenticherai di quel sogno in un istante. Le immagini quasi palpabili di pochi secondi fa spariranno come se non ci fossero mai state.

Al rivedere il cronometro smontato sul foglio, concluderai che misurare il tempo per il saldo di nuovi esseri umani nel Pianeta e per la quantità di insetti che si riproducono o per il numero di stelle che esplodono nell'Universo o, ancora, per le oscillazioni dell'atomo di cesio-133 (per ogni 9.192.631.770 oscillazioni un orologio atomico registra un secondo) sarà sempre una deviazione dal fondamentale.

E' che la unica misura del tempo potrà essere questa: non  un secondo, ma l'istante che impieghiamo per dimenticare un sogno.

(João Paulo Cuenca, traduzione di rioro)


scritto da: rioro alle ore 17:17 | link | commenti
categorie: piccole cose fatte di parole, autori brasiliani

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Utente: rioro
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La poesia è nascosta nelle parole, è tutto quello che so. Il mio destino è non capire quasi nulla. Sul niente possiedo profondità. Non coltivo connessioni con il reale. Per me forte non è chi scopre l'oro. Forte per me è chi scopre cose insignificanti: del mondo e nostre. Per questa piccola frase mi hanno eletto imbecille. Mi sono emozionato e ho pianto. Ho un debole per gli elogi. [Manoel de Barros]>>>>>> A poesia está guardada nas palavras, è tudo o que eu sei. Meu fado è de não entender quase tudo. Sobre o nada eu tenho profundidades. Não cultivo conexões com o real. Para mim poderoso não è aquele que descobre ouro. Poderoso para mim è aquele que descobre as insignificâncias: do mundo e as nossas. Por essa pequena sentença me elogiaram de imbecil. Fiquei emocionado e chorei. Sou fraco para elogios [Manoel de Barros]

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