diario di bottega

sabato, aprile 26, 2008

Cometas

Passano comete nel mio cielo, come se fosse agosto. Spunta una coda infuocata, cavalcata da un JD brasiliano protagonista di un film che tanto dice della mia città d'adozione, e bello come il sole la mattina; un meteorite mi lancia nel passato a velocità pazzesca a trovare un amico soltanto sognato (ma sarà vero? le comete mentono, a volte); una è colorata ed è il mio poeta a spingerla, con una canzone solo per bimbi; una è un pensiero pensato e scritto all'unisono con un amico, reale stavolta, e presente. Direi che è stata una buona settimana, astrologicamente parlando.

Quain soleva ripetere che i lettori sono una specie ormai estinta. "Non c'è europeo - ragionava - che non sia uno scrittore, in potenza o in atto". Affermava anche che, tra le diverse felicità che può procurare la letteratura, la più alta è l'invenzione. Poiché non tutti sono capaci di questa felicità, molti dovranno contentarsi di simulacri. Per questi "imperfetti scrittori", il cui numero è legione, Quain compose gli otto racconti del libro Statements. Ciascuno di essi prefigura o promette un buon argomento, volontariamente frustrato dall'autore. Uno - non il migliore - insinua due argomenti. Il lettore, distratto dalla propria vanità, crede di averli inventati.

(Jorge Luis Borges, Finzioni)


giovedì, aprile 24, 2008

Amigos

 

È già tempo che trascuro i miei amici. Seduta qui davanti allo schermo, mi chiudo in sogni e divagazioni, e rimando i contatti, anche solo virtuali. Sono così piena di sogni stratosferici che la realtà sembra lontana e di poca importanza. Ma inciampo continuamente in cose piccole che mi riportano alla mente ora l'uno, ora l'altro. Ed è sempre emozionante ritrovare in alcuni versi un amico. 

 

Non so nulla della questione sociale.
ne faccio parte, semplicemente...
Conosco solo il mio proprio male,
che non è bene o male di tutta la gente,

 

nè è di questo Pianeta...Per dire

che il mondo si mostra a lui indifferente!

E il mio angelo custode, egli solo,

é che legge i miei versi alla fine...

 

E mentre il mondo intorno si disfa,

vivo reggendo strane controdanze

nel mio vago Pese di Trebisonda...

 

Tra i matti, i Morti e i Bambini,

è là che canto, in un cerchio eterno,

i nostri comuni desideri e speranze!

 

(Mario Quintana, traduzione di rioro)

 

Eu nada entendo da questão social.
Eu faço parte dela, simplesmente...
E sei apenas do meu próprio mal,
Que não é bem o mal de toda a gente,

Nem é deste Planeta... Por sinal
Que o mundo se lhe mostra indiferente!
E o meu Anjo da Guarda, ele somente,
É quem lê os meus versos afinal...

E enquanto o mundo em torno se esbarronda,
Vivo regendo estranhas contradanças
No meu vago País de Trebizonda...

Entre os Loucos, os Mortos e as Crianças,
É lá que eu canto, numa eterna ronda,
Nossos comuns desejos e esperanças!...

(Mario Quintana)

 

-- avete mai pensato se foste nati di colore modesto?
-- e se invece foste nati re? La mia ultima lettura


venerdì, aprile 18, 2008

Palhaço

Ci sono periodi per leggere, e periodi per scrivere. Personalmente, mischio spesso i due elementi e non so cosa ne esce. Quindi rimango un pò confusa, e mi lascio a giocare. Ma non ho fretta, stavolta, e non sono a corto di idee. Sono un pò pigra, sì, è la mia virtù più bella. Quindi vi lascio solo una cosina. Mia, però.

Pieno di pagliacci
Il palco
Tuco calibra la sua
Chitarra
La sventra
Le strisce colorate
I sorrisi
Poi si balla
I pagliacci cantano
Anche mamma e papà
Vogliono essere bambini  

(anche Tuco)
(anche io)


scritto da: rioro alle ore 18:13 | link | commenti
categorie: poesia mia
lunedì, aprile 14, 2008

Lendo

Non è che Rilke sia il mio poeta preferito, però...

I, 3

Un dio lo può. Ma un uomo, dimmi, come
potrà seguirlo sulla lira impari?
Discorde è il senso: Apollo non ha altari
all'incrociarsi di due vie del cuore.

Il canto che tu insegni non è brama,
non è speranza che conduci a segno.
Cantare è per te esistene. Un impegno 
facile al dio. Ma noi, noi quando siamo?

Quando astri e terra il nostro essere tocca?
O giovane, non basta, se la bocca
anche ti trema di parole, ardire

nell'impeto d'amore. Ecco, si è spento.
In verità cantare è altro respiro.
È un soffio in nulla. Un calmo alito. Un vento.

(Rainer Maria Rilke)

-- e continuando a leggere: Gente del Wyoming (tra le varie recensioni, trovate anche la mia, firmata rioro04)

 


scritto da: rioro alle ore 15:47 | link | commenti
categorie: poesia, libri che ho letto
giovedì, aprile 10, 2008

Cinema

Scorpacciata di film in questi giorni: belli, tristi, allegri, noiosi, lunghi, corti, vecchi, nuovi, chi più ne ha più ne metta. Alleggeriscono la vita, a volte la illuminano, comunque la raccontano. Mi incanto a guardare le immagini, ascoltare le musiche, seguire le parole, e in casi fortunati a spogliare gli attori (ma solo con gli occhi e la fantasia...). Ma poi rimane ciò che dice il poeta (il mio!): "Cinema é só ilusão", il cinema è solo illusione. Quindi, il meglio della vita.

 

Certi misteri non li capirò mai
il modo in cui la terra gira
intorno al sole
tre minuti in meno ogni giorno
o il modo in cui i morti
se ne vanno
come mettere giù il telefono
o girare l'angolo
il futuro è un altro rompicapo
non possiamo sapere ciò
che non possiamo sapere
ma chiunque tu sia
e chiunque io sia
mi hai fatto capire che
era giusto essere me.

 

(scena finale di "In viaggio con Evie")

 

-- per rimanere in tema...Ricordi di viaggio: Tango (altre nella mia pagina di flickr)


scritto da: rioro alle ore 18:27 | link | commenti (1)
categorie: poesia, immagini, film che ho visto
lunedì, aprile 07, 2008

Leveza

Ieri mi è stato detto qualcosa che mi ha fatto venire in mente una parola che mi è estranea da un pò di tempo: leggerezza. Il giorno è bello, il lavoro calmo, gli amici affettuosi, i film allegri, le letture interessanti, e tutto mi dice che è questa la parola che devo seguire nel mio prossimo futuro: leggerezza. Mi fermo a sorridere: so che per me è una sfida. Ma devo raccoglierla, e aprire la finestra, e decidere di volare un poco, di staccarmi di qua e passare leggera in tutti gli altri mondi nei quali vivo quando sogno. Parole leggere , allora, e brevi, solo per assaporare, godere un attimo, e passare avanti.

piedi piccoli, nebbia
lacrima ardente, i bambini
voltano l'angolo

(ademir assunção, traduzione di rioro)

pés miúdos, neblina  
cálida lágrima, as crianças
dobram a esquina

(ademir assunção)

apri un libro
un vecchio trifoglio
autunno o fortuna

(fred maia, traduzione di rioro)
em português aqui

altre leggerezze (o quasi...)
-- Del perché amo l'America Latina: Angoscia e illusioni
-- Ricordi di viaggio: Tango
-- SenzaRemore: Elisabeth
-- Ninnananna per dormire o per fare l'amore: "Carnalismo" (Tribalistas)


mercoledì, aprile 02, 2008

Contos

Da molto tempo assisto alla fine del mondo. Una certa parte del mondo, quella nella quale vivo e ho vissuto, invecchia con una lenta e permanente agonia. Già se ne sono andate quasi tutte le case in cui ho abitato. E insieme con loro sono andate via le persone che lì vivevano con me. I quartieri della mia infanzia e giovinezza hanno subito una trasformazione che li ha resi mostri di se stessi. Non so più dove ho consumato la suola delle mie scarpe. Non riconosco le strade che dolsero nei miei occhi ed orecchie.
Quanto più vivo, più spopolato diventa il mio mondo. Inutili molti dei numeri di telefono nella mia agenda. Nessuno abita più lì, nessuno più mi aspetta in questo bar, nessuno più indovina l'ora in cui i bicchieri vengono portati sulla tavola del terrazzo.
Non ho più circostanze. Io sono io e un grande vuoto in cambio. E l'angelo del vuoto aspetta per l'unico evento che lo renda completo, perfetto, senza errori. L'angelo del vuoto aspetta me in questo vuoto. Per decretare definitivamente la fine del mondo. Di questo mondo che ancora insisto nel mantenere con la mia misera presenza.
Ma dovranno ancora aspettare l'angelo e il vuoto. Perché ho ancora memoria. Ancora so come sono gli uomini. E la memoria mi darà la forma con cui creerò nuove presenze. Presto avrò un mondo minimo con il quale ricominciare.

(Ronaldo Monte, traduzione di rioro)

En português aqui

-- e poi, racconto in poesia (da leggere ad alta voce): un abisso che sembra un gatto
-- e infine, l'inizio di un racconto per immagini: Montevideo #1


scritto da: rioro alle ore 16:23 | link | commenti (1)
categorie: poesia, immagini, piccole cose fatte di parole

a alma é o segredo do negócio [zeca baleiro]

Ritratto

Utente: rioro
Nome: rosella
La poesia è nascosta nelle parole, è tutto quello che so. Il mio destino è non capire quasi nulla. Sul niente possiedo profondità. Non coltivo connessioni con il reale. Per me forte non è chi scopre l'oro. Forte per me è chi scopre cose insignificanti: del mondo e nostre. Per questa piccola frase mi hanno eletto imbecille. Mi sono emozionato e ho pianto. Ho un debole per gli elogi. [Manoel de Barros]>>>>>> A poesia está guardada nas palavras, è tudo o que eu sei. Meu fado è de não entender quase tudo. Sobre o nada eu tenho profundidades. Não cultivo conexões com o real. Para mim poderoso não è aquele que descobre ouro. Poderoso para mim è aquele que descobre as insignificâncias: do mundo e as nossas. Por essa pequena sentença me elogiaram de imbecil. Fiquei emocionado e chorei. Sou fraco para elogios [Manoel de Barros]

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