Sonhando...
Nel grigio di questo giorno, sogno sogno, bacio i mie cani (adorati, parti di me, braccia e gambe, pezzi di cuore), mia figlia fa i compiti, mi sento confusa tra parallelepipedi e coni, linee dritte e curve, la sera scende e fa passare il tempo, colline sul quaderno e fuori della finestra, se mi affacciassi adesso sognerei, aerei...
AEREI
sotto il contratto
firmato vedo soffocare
molti alberi
sacco di supermercato sulla testa,
carta e tintura, molti grammi
più pesanti dell'aria
vorrei tagliare ali, ruote
di locomotiva, confetti di forellini
di bozze, la mia firma.
(Bruna Beber, traduzione di rioro)
AVIÕES
embaixo de contrato
assinado vejo sufocadas
muitas árvores
saco de supermercado na cabeça,
papel e tinta, muitos gramas
mais pesados que o ar
queria recortar asas, rodas
de locomotiva, confetes de furinho
do rascunho, minha assinatura.
Oh poeta!
conservo parole
tristi migrate
dall'oblio
parole che
ancora sublimano
nei miei giorni i
respiri che
distribuisco nell'alito
delle mattine
penso
soprattutto e canto
come se parlare fosse
un atto muto
(Lau Siqueira, traduzione di rioro)
guardo palavras
tristes migradas
do esquecimento
palavras que
ainda sublimam
em meus dias os
sopros que
reparto no hálito
das manhãs
ando pensando
sobre tudo e canto
como se falar fosse
um ato mudo
Sono del samba
della tribù di Noel Rosa
mi schiero con i cantori di Lapa
in prima linea per l'amore e la musica
sono fuori di me
non resta che sognare
a chi si sente impotente
Viajem nunca acaba
Questa settimana sono per caso ri-entrata in contatto con musiche nuove e vecchie, e la mia colonna sonora quotidiana ha lasciato il brasile per navigare verso altre acque. Alcune completamente nuove, come las coplas di Carlos Cano, delizioso regalo di Carlo, altre che avevo già frequentato nella mia adolescenza, come il folk inglese, che vede una rinascita, almeno per me, altre incontrate per caso e lasciate passare, come la musica africana. Nuove note riempiono la mia scrivania, tutto suona in modo diverso. Poi ho una crisi, torno al samba. A casa, di nuovo. Ma tra poco riprenderò a viaggiare...
-- ...mentre guardo fuori e vedo colline, nei miei occhi ancora i fiori rossi del Brasile.
-- e a proposito di viaggi tra continetni, la mia ultima lettura: Julio Cortázar, "Il gioco del mondo". (tra le varie recensioni trovate anche la mia)
-- Che personalmente reputi Tim Burton uomo di grande intelligenza, è risaputo. Me ne convinco sempre di più, leggendo le sue interviste. Sentite cosa dice della coppia di personaggi del suo ultimo film, "Sweeney Todd": "Lei parla, lui non l'ascolta, lei lo ama, lui no. Tra i due c'è un'assoluta assenza di complicità, di comprensione, e mi sembra che il loro sia un rapporto estremamente moderno". Benvenuti nel meraviglioso mondo della realtà!
Silencio!
Dice il mio amico poeta che il mio blog è silente. Dice che non racconto del mio viaggio recentemente terminato, che mi ha portato in Uruguay e in Brasile. E non ha torto, sono poco socievole in questo periodo, piuttosto acida e con tendenza all'isolamento. E' presunzione, o timidezza? Difficile a dirsi, forse è solo una banale mancanza di tempo e di fantasia. Cose che capitano. Così, mi permetto una piccola ricarica, per aprire un sorriso sulle mie (e spero anche vostre) labbra.
Il rumore su per
le scale
il rumore di te
che sali le scale
il mio cuore impazzito
il campanello
che suona
non era Cinzia
era il capo del condominio.
(Nicolas Behr, traduzione di rioro, dal blog di Lau Siqueira)
o barulho subindo
as escadas
o barulho de você
subindo as escadas
meu coração
disparando
a campainha
tocando
não era cinthya
era o síndico
(poema do livro Poesília poesia pau-brasília, de Nicolas Behr )
-- e dato che ho davvero bisogno di una iniezione di vita, mi viene incontro Bruna Beber che inserisce nel suo blog parole dalla blogosfera che credo che appenderò alla mia parete per non dimenticare:
vivi la vita
ama la vita
approfitta della vita
valorizza la vita
quindi cari amici,
RIDIAMO FINO A QUANDO ABBIAMO I DENTI
Viva a vida
Ame a vida
Aproveite a vida
Valorize a vida
Portanto meus amigo,
VAMO RI ENQUANTO TEM DENTE
(Traduçao de rioro: obrigada!)
Signal
Guidando lungo l'autostrada tra Torino e Siena, mi alleno nell'arte della camminomanzia (riconoscere i segni che si incontrano camminando). Questi i segni che ho raccolto:
- l'immagine di un uccelletto solitario appollaiato in cima ad un albero completamente spoglio;
- ben due display che riportavano, a caratteri cubitali, "OSTACOLO";
- un falchetto ad ali spiegate in cerca, probabilmente, di prede.
Non so perché, ma non mi sento tranquilla...
Infatti mi sento così...(come nelle parole di un artista già dall'altra parte, Sergio Sampaio, e nella voce di un poeta che lo ha riportato a noi).
Non serve
(Sergio Sampaio nella voce di Zeca Baleiro e nella mia personalissima traduzione)
Non serve,
non serve a nulla vedere la banda
che suona "La Banda"* di fronte alla veranda,
non serve il mare
e neanche il suo dolore.
Non serve,
non serve il tram, la speranza,
e neanche tornare un giorno ad essere bambino,
il sogno è finito
e a cosa è servito?
Non ho fretta,
ma ho un prezzo,
e tutti hanno un prezzo,
e ho un posto,
un vecchio indirizzo,
il resto è con voi,
il resto non ha tempo.
Ciò che importa
è che già non mi importa, ciò che importa
è che nessuno bussò alla mia porta,
è che nessuno è morto
nessuno è morto per me.
Non voglio nulla,
non lascio nulla, che non ho nulla,
ho solo quello che mi manca e quello che mi basta
al più è stare solo,
voglio stare solo.
Non serve,
non serve quello che non serve
non è necessario quello che non è necessario
allora perché piangere?
Chi sta nel fuoco, ci sta per bruciarsi,
allora perché piangere?
*Per chi non lo sapesse, la famosa canzone di Mina "La banda" è una canzone di Chico Buarque, ed è considerata un classico della canzone brasiliana.
Não Adianta
(Sérgio Sampaio na voz do Zeca Baleiro)
Não adianta,
Não adianta nada ver a banda,
Tocando “A Banda” em frente da varanda,
Não adianta o mar,
E nem a sua dor.
Não adianta,
Não adianta o bonde, a esperança,
E nem voltar um dia a ser criança,
O sonho acabou,
E o que adiantou?
Não tenho pressa,
Mas tenho um preço,
E todos tem um preço,
E tenho um canto,
Um velho endereço,
O resto é com vocês,
O resto não tem vez.
O que importa,
É que já não me importa, o que importa,
É que ninguém bateu em minha porta,
É que ninguém morreu,
ninguém morreu por mim.
Não quero nada,
Não deixo nada, que não tenho nada,
Só tenho o que me falta e o que me basta,
No mais é ficar só,
Eu quero ficar só.
Não adianta,
Não adianta, que não adianta,
Não é preciso, que não é preciso,
Então pra que chorar?
Então pra que chorar?
Quem está no fogo, está pra se queimar,
Então pra que chorar?
a alma é o segredo do negócio
[zeca baleiro]